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Fiducia, ascolto e attenzione alla persona: questo il 2019 di Progetto Arca

Lombardia

Oltre 10.500 le persone aiutate. Importante l’impatto sociale:

35 milioni di euro di valore economico generato a fronte di 15 milioni sostenuti

MILANO – L’aumento dei volontari e dei donatori rappresenta la novità rilevante del 2019 di Fondazione Progetto Arca che, unita al grande impegno richiesto e profuso dai lavoratori, ha permesso il consolidamento della complessa filiera di servizi dedicati a chi vive in stato di grave povertà ed emarginazione sociale e ha bisogno di un aiuto concreto.

Progetto Arca, fin dalla sua nascita 26 anni fa, “crede in un mondo nel quale la dignità, la libertà e l’autonomia della persona siano diritti imprescindibili. Proteggiamo, valorizziamo e

accompagniamo ogni individuo creando le condizioni necessarie perché possa realizzare le proprie aspirazioni”. Si apre con la descrizione della “vision” il Bilancio Sociale 2019, disponibile sul sito della Fondazione: https://www.progettoarca.org/images/pdf/bilanci/2019-Bilancio-Sociale.pdf

Un sguardo complessivo al 2019 rileva che le risorse economiche investite sfiorano i 22 milioni di euro, provenienti per un terzo da attività di raccolta fondi (il restante deriva soprattutto da attività istituzionale), che ha registrato un aumento del 6% del numero di donatori nel corso dell’anno (cioè 9.000 in più rispetto al 2018): sono 151 mila tra singoli e famiglie, a cui si aggiungono aziende piccole e grandi, fondazioni ed enti erogatori che hanno dato fiducia e contribuito con denaro o beni a rendere concreto il lavoro quotidiano di Progetto Arca.

A questo si affianca un considerevole aumento dei volontari: in tutta Italia sono 1.402, di cui 163 nuovi registrati (+11%), le donne e gli uomini che hanno dedicato nel complesso oltre 35mila ore di volontariato mettendosi in ascolto di chi è più fragile, accogliendone la storia di sofferenza e rispondendo alla sua richiesta di aiuto. Per la prima volta, inoltre, il gruppo di volontari ha assunto una specifica responsabilità in alcune attività strutturali: le Unità di strada con la distribuzione di generi di conforto sia per i mesi freddi sia per il caldo estivo; la gestione della Bottega solidale a Rozzano (Milano) dove le famiglie in difficoltà vengono aiutate nel fare la spesa alimentare; la gestione dell’evento di piazza “zuppa della Bontà” dello scorso ottobre dedicato a raccogliere fondi per la distribuzione di cibo alle persone povere. A tutti i volontari è dedicata la nuova Casa del Volontariato, nata a Milano a dicembre, quartier generale e punto di partenza delle Unità mobili.

Per quanto riguarda il personale retribuito, il 2019 ha visto impegnati 253 lavoratori, di cui 196 dipendenti. “Durante tutto l’anno trascorso, oltre che negli scorsi mesi di accesa incertezza sanitaria e crisi sociale, i lavoratori della Fondazione si sono spesi oltremodo e sopra ogni aspettativa per garantire ogni giorno assistenza e accoglienza a chi ha perso tutto e considera Progetto Arca il suo unico porto sicuro”, è il pensiero del presidente Alberto Sinigallia. “Il personale di Progetto Arca ha modellato e trasformato i suoi servizi sulla base delle necessità emergenti, mantenendo sempre alta l’attenzione sulla persona e concentrandosi, oltre che sui bisogni primari, anche su sogni, aspirazioni e desideri”.

L’impegno dei lavoratori e dei volontari, insieme al supporto dei donatori, si traduce in un importante impatto sociale. Le risorse infatti di cui la Fondazione dispone – oltre alle persone che operano per l’ente e i donatori, anche il riuso dei beni confiscati e utilizzati per progetti di accoglienza e azioni di contrasto allo spreco alimentare, solo per citare qualche esempio – producono sulla collettività un effetto moltiplicatore del valore sociale ed economico dei beni e dei servizi. Nell’anno trascorso Progetto Arca ha visto moltiplicati i 15 milioni di valore economico sostenuto di una media del 2,3% ottenendo un valore economico generato di ben 35 milioni di euro.

Le risorse 2019 si concretizzano nei servizi di cui hanno beneficiato nel complesso 10.538 persone. Si tratta di senza dimora ospitati nelle strutture di accoglienza e raggiunti dalle Unità di strada, famiglie in emergenza abitativa inserite nel progetto di housing sociale, persone con problemi di dipendenza, richiedenti asilo.

All’interno della complessa filiera di servizi erogati a questi utenti dai profili ed esigenze di recupero differenti, si segnalano in particolare due servizi dedicati alle persone senza dimora: Unità di strada nelle città di Milano, Roma e Napoli con oltre 45mila interventi di aiuto in strada e accoglienza specifica di senzatetto con problemi sanitari per un totale di 26.524 ore di assistenza sanitaria.

Sul fronte dell’housing sociale, nell’anno sono stati utilizzati nel complesso 86 appartamenti, dedicati a famiglie sfrattate per morosità incolpevole, in attesa dell’assegnazione della casa popolare o che non riescono ad accedere al mercato libero delle case. 120 su 359 le persone che sono state dimesse dai servizi perché hanno raggiunto l’autonomia abitativa.

L’anno registra inoltre 1.658.954 pasti distribuiti, con una media di 2.800 pasti al giorno, e un totale di 5.784 pacchi viveri consegnati a famiglie in difficoltà.

Un’attenzione specifica va riservata anche al guardaroba gestito presso la struttura di via Aldini a Milano, dove sono stati distribuiti oltre 26 mila capi di abbigliamento e oltre 11 mila di kit igienici a chi ne aveva bisogno.

Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca:

“Da 26 anni Progetto Arca è al fianco delle persone emarginate e in difficoltà. Mi stupisco ancora di come un’attitudine abbracciata nel lontano 1994, quella cioè di rispondere e conformarci ai mutamenti di un bisogno sociale in costante evoluzione, continui a manifestare la sua validità anche oggi. Questo ci conferma quanto la realtà contenga sempre un bene. Ciò che impariamo diventa esperienza che, crescendo nel rapporto diretto e vero con ciò che accade, diventa storia e riesce a trasformare il nostro lavoro quotidiano nella continua ricerca di un fare meglio le cose. Da questa esperienza sgorga, con sempre maggiore forza, l’importanza di tutti coloro che partecipano alla nostra opera, che ne fanno parte dandole vita”.(si apre in una nuova scheda)


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