fbpx

In Italia 400 aziende tessili producono 2 milioni di mascherine al giorno

Cronaca

Privilegiare il made in Italy significa “sostenere l’intera filiera” e va ricordata l’importanza di una produzione sostenibile dal punto di vista sociale, etico e ambientale

© Maeko / Agi – Mascherine in canapa di Maeko

 

Sono stimate in 2 milioni le mascherine, tessili o chirurgiche, prodotte ogni giorno da circa 400 ditte italiane nella fase post coronavirus. Un’intera filiera, dunque, che si è riconvertita per la fabbricazione di un prodotto che nelle prime fasi della pandemia sembrava introvabile.

I dati forniti all’AGI sono della Cna Federmoda, che ha lavorato dai primi giorni dell’emergenza sanitaria, insieme ad altri partner, “per riportare nel nostro Paese una produzione ormai pressoché totalmente delocalizzata in aree dove il costo del lavoro è nettamente diverso a causa della mancanza del rispetto di condizioni sociali e ambientali, che sono patrimonio del made in Italy”. Lo spiega all’AGI Antonio Franceschini, responsabile nazionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa nel suo comparto tessile, ossia Federmoda, che precisa: “Tante piccole imprese si sono rimboccate le maniche e ci hanno messo la faccia“. 

La Cna Federmoda supporta la produzione italiana “sostenendo l’intera filiera”, e spingendo a privilegiare “l’acquisto dei prodotti made in Italy”. Anche nel caso della produzione di mascherine va ricordata – a detta degli artigiani – “l’importanza di una produzione sostenibile dal punto di vista sociale, etico e ambientale”. Una sostenibilità anche umana, spesso dimenticata nei Paesi diventati ‘grandi fabbriche del mondo’, come Cina, India e Bangladesh: ancora vive le immagini della produzione di mascherine senza alcuna norma igienica o di diritto del lavoro nelle nazioni più povere, e spesso ad opera dei più piccoli.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE