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Le parole sono materia

Interviste & Opinioni

Le parole che diciamo, quelle che udiamo e le emozioni ad esse connesse si fissano dentro di noi innescando catene di reazioni biochimiche, ci fanno salire la pressione, accelerare il respiro, ci creano blocchi muscolari.

Una persona depressa produce parole e pensieri tristi e negativi, che a loro volta spengono il cervello. Un circolo vizioso senza fine. Se le parole sono materia, occorre stare molto attenti a ciò che diciamo e ai discorsi che ascoltiamo, perché ci possono trasformare profondamente anche senza che ce ne rendiamo conto. Una parola buona o una parola cattiva hanno effetti diversi sulla nostra psiche: come una può ferire, l’altra può risanare.

Ci sono parole che ci portiamo dietro fin da quando eravamo bambini, parole dolci oppure terribili, che all’epoca non abbiamo neppure compreso pienamente ma che ci hanno condizionato da allora in poi. Ci sono le parole della maturità, delle speranze e dei successi, ma anche quelle delle frustrazioni e delle aspettative deluse che negli anni ci hanno fatto ritrarre ed incupire. Ci sono le parole pronunciate a voce alta e quelle appena sussurrate, ci sono i pensieri senza parole e le parole vuote senza pensieri.

La parola può essere un’arma oppure un farmaco. Nessuna medicina è più potente di una parola di fiducia e di incoraggiamento per ridare speranza a una persona che l’ha persa. E ci sono tante parole inutili che suscitano pensieri inutili e preoccupazioni senza motivo, che però vengono continuamente ripetute finché sembrano acquisire una certa rilevanza. Così restiamo in balia delle frasi fatte, ci lasciamo trascinare dal sentito dire e ci lasciamo assalire dalle paure che gli altri ci vogliono mettere perché abbiamo perso la capacità di giudicare.

La facoltà verbale distingue l’essere umano dagli animali, il contenuto delle parole distingue una persona dall’altra. Le nostre parole sono le spie del nostro stato d’animo, attraverso le quali riconosciamo la storia di una persona, il suo passato e il suo futuro. Scopi e limiti sono fissati con il discorso e la violenza può essere frutto di parole artefatte o di parole negate.

Noi esseri umani siamo tutti dotati di un’arma a doppio taglio che è la nostra bocca. Le nostre parole hanno tante facce e tante maschere, una volta pronunciate creano una realtà tangibile e assumono una vita propria. Le parole positive nutrono, guariscono e ingrandiscono, mentre quelle negative apparentemente non lasciano né ferite né lividi, ma gradualmente avvelenano e uccidono l’anima della persona. Il marchio della parola è indelebile: «Morte e vita sono in potere della lingua, chi di essa fa retto uso ne godrà i frutti».

Dobbiamo creare, ad ogni istante, pensieri funzionali a parole positive; solo così il nostro cervello, da schiavo, ritorna libero.

Evelyn Zappimbulso


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