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La sfilata di Dior a Lecce un capolavoro di arte contemporanea con la pizzica come colonna sonora

Puglia

Un successo via web,  la collezione Cruise 2021 con tessuti e lavorazioni made in Salento

di   Myriam Di Gemma

LECCE  –  La Francia e l’Italia unite da una data (22 luglio 2020), due cognomi (Dior – Chiuri) e una città (Lecce).

 Piazza del Duomo,  conosciuta da oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo grazie alla diretta streaming sulla pagina ufficiale della maison francese Dior, per il defilé più atteso dell’anno in Salento.

La sfilata della collezione Cruise 2021, con 45 modelle, è stata un successo. Una scenografia stunning creata dall’artista Marinella Senatore che ha dettato le direttive ai fratelli Parisi di Taurisano, realizzando sontuose luminarie con scritte che inneggiano alla forza e alla dignità delle donne. Eh sì, perché anche le sfilate possono essere veicolo di messaggi,  e non solo di moda.

Una piazza illuminata a festa. Proprio come le tipiche celebrazioni patronali, tanto sacre a quei paesi ancorati ancora ad una fede molto forte verso i santi protettori. Gli ingredienti scelti e vincenti? Come location, il palcoscenico naturale del Barocco leccese; le luminarie  e la musica della pizzica.

Certosino e sinergico il lavoro svolto  tra le maestranze leccesi scelte da Dior.Ha il Salento che le scorre nelle vene,il deus ex-machina dello spettacolo goduto mercoledì scorso: si chiama Maria Grazia Chiuri (il papà originario di Tricase) ed è la prima donna, direttrice creativa della maison francese.

Nella creazione degli abiti, c’è la celebrazione di una donna lavoratrice, la “mater-familias” che con laboriose mani, usa il tombolo, confeziona gli abiti per il marito e i figli, coltiva la terra, cucina e governa la casa.  E c’è il ricordo di Maria Grazia, quando con le sorelle, osservava affascinata i ricami realizzati dalla nonna.  E sua madre, sarta, chissà quante volte avrà confezionato gli abiti per le figlie, costringendole a stare ferme su una sedia, quando prendeva le misure sui loro corpi. Il mondo della moda, Maria Grazia lo respirava sin da piccina.

La collezione Cruise 2021, trasuda di un mix di colori della terra, sole, fiori campestri, e di una sacralità rimembrata in abiti da sera in nero e cipria.

Bustini stringati in cuoio, gonne lunghe a ruota con frange, e fazzolettoni legati dietro la nuca, come se fossero elmi che difendono il capo dal sole, durante i lavori nei campi, e che raccolgono il sudore della fronte. Ma quei candidi fazzolettoni possono trasformarsi anche in corone, ornando i capelli della donna quando diventa regina dei fornelli e della casa.  Sfilano anche abiti con  ampi “vantili”, grembiuloni smanicati in dialetto tricasino, rifacendosi ai lavori in campagna e in casa.

Spighe di grano, papaveri, fiori di malva e margheritine: un giardino campestre ricamato sui tessuti realizzati dall’associazione “Le Costantine”  e dai pizzi nati dal tombolo di Marilena Sparasci.

Anche gli accessori inneggiano alla semplicità e alla praticità della vita di campagna: comode bags e boots in cuoio anche e soprattutto sotto le ampie gonne.

La musica della pizzica creata in esclusiva dal compositore Paolo Bonvino,nonché  direttore dell’Orchestra della Notte della Taranta, e le danze coordinate dalla coreografa Sharon Eyal, ben hanno supportato l’evento, impreziosendo il “quid” autoctono dei 45 abiti presentati.

Senza pubblico, la sfilata ha rispettato le norme anti-Covid, ma gli ospiti ci sono stati:un parterre selezionatissimo, tra cui importanti clienti internazionali, che seguono il brand ovunque. Tra gli ospiti anche la coppia Chiara Ferragni e Fedez, che su Instagram, ha documentato in dettaglio la serata ma anche il soggiorno nell’incantevole Puglia.

I valori di Dior, coniugati  alle radici di Maria Grazia, si sono esplicati in un progetto importante, trasformandosi in un vero e proprio dipinto di arte contemporanea. E ha suggellato il Salento con le sue tradizioni e riti magici di una pizzica guaritrice, come luogo rigeneratore,  simbolo  di rinascita, da cui ripartire dopo la pandemia.

 


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