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“Abbracci d’autunno. Cercando nuove primavere”.

Arte, Cultura & Società

Il nuovo libro di Giuseppe Selvaggi.

Aprendo il libro, una delle prime cose che troveremo è la dedica dell’autore:

Ci siete anche voi.

Voi che ho incontrato,

anche solo con lo sguardo,

voi che mi avete sfiorato

siete pagine di questo libro.

“Un libro è come un figlio, va alimentato giorno dopo giorno sino a quando non cresce e allora le tue parole non sono più tue ma di chi vorrà accarezzarle e farle proprie”, questa considerazione dell’autore si accompagna a molti ragionamenti che sono stampigliati già nelle sue precedenti pubblicazioni.  In questo libro c’è un alternarsi tra poesia e racconto, con parecchi salti temporali, che coinvolgono ed appassionano. Nelle pagine,riecheggiano voci, visioni, ricordi che  restituiscono spezzoni di un tempo  attraverso un caleidoscopio di aneddoti. Emerge chiaramente la propensione dell’autore a usare la parola come pennello quasi a voler dipingere sensazioni e personaggi. Scorrendo le composizioni liriche miste alle riflessioni in prosa si colgono una serie di temi che costituiscono il nerbo della sua esistenza, s/radicata da un Sud dove la natura e gli affetti gli hanno intrappolato il cuore. Il mare di Puglia con i suoi “vicoli del borgo antico, in cui non ancora disperse voci si odono… mentre il vento gioca a rincorrersi tra disabitate stradine e produce suoni quasi a provare accordi musicali…”, compare sempre nell’immaginario dell’autore, che ne sente la brezza aprendo la finestra della casa milanese, anche se non vede le luci delle lampare. Solo le finestre illuminate come fari nel buio della notte occhieggiano..

Il titolo del nuovo libro è mutuato dall’invito che Francesco, papà dell’autore,  rivolse al figlio: “Abbraccia l’autunno. E’ solo un passaggio in cui il sole diventa solo un poco più avaro e non ti stancare di cercare nuove primavere”. Giuseppe Selvaggi, prima un po’ scettico, sperimenta poi la bontà delle parole del saggio padre. Le sue riflessioni contengono in filigrana la ricerca delle nuove primavere. Sugli sfondi dei cangianti paesaggi naturali si intrecciano vivide considerazioni nate dall’arguzia dell’autore, dalla sua esperienza di vita e dal suo costante interrogarsi sul grande mistero della vita. Così si esprime: “Nelle mie lunghe passeggiate provo a pregare ma non ricordo più le parole. La storia dell’umanità è piena di ‘eroi’ di secondo piano la cui grandezza risiede in un animo non contorto e per questo puro. Voglia la mia sorte essere benevola e la follia accompagnarmi sino all’ultimo istante senza rinsavimenti”.

Ecco allora il fluire dei ricordi che si dipanano attraverso le stagioni e le loro immagini tipiche che Selvaggi descrive nei contesti rurali e marinari della sua Puglia e in quelli più cittadini, talvolta asettici della Milano che lo ospita da tanti anni.

Alle immagini delle feste patronali, con luminarie e fuochi d’artificio, del mare in burrasca, della terra rossa, delle memorie dei genitori, della loro sapienza antica, fanno da ponte le immagini di treni che partono, di valigie, di nuvole in fuga che conducono ad uno scenario cittadino di luci, vetrine e … clochard, segno di una dolente umanità.

Tempo e spazio si fondono nelle immagini di tramonti infuocati, notturni pieni di musica, albe di speranza, papaveri che annunciano estati dal sole accecante. Il tutto con le immagini guizzanti del cogitare di Selvaggi, come il cane che ti porta a spasso e l’astronave parcheggiata non si sa dove. Ci sembra di vederlo: “In un atto di eroica ribellione mi sollevo dal divano, apro la porta di casa, scendo le scale, esco. Il portone si chiude alle mie spalle, sono senza ombrello, ho dimenticato le chiavi e l’inseparabile telefonino e, come se non bastasse, mi ricordo che da ieri non funziona il citofono. E’ vero che siamo liberi di scegliere le nostre azioni, un poco meno di governarne le conseguenze, mi predispongo a risolvere il tutto con una scrollata di spalle”.

Quella scrollata di spalle che non è indifferenza o incoscienza ma l’atto di ripartenza verso nuove … avventurose riflessioni.

Abbracci d’autunno

Cercando nuove primavere

SECOP edizioni (luglio 2020)

Pag. 110 prezzo Euro 14,00

Autore Giuseppe Selvaggi


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