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Partire per il coraggio, tornare per il timore, Restare per l’Amore: Itaca!

Interviste & Opinioni

C’è un tempo in ognuno di noi in cui si compie il destino: Itaca è raggiunta. Accade quando Ulisse, l’uomo dal multiforme ingegno e la sposa fedele possono raccontarsi le sofferenze patite per l’assenza, nella lontananza. La resistenza è stata premiata, non cedere al nulla è l’essenza dell’Odissea, il senso del viaggio vita. Il ritorno ha fine. Le avventure, le visioni, le sventure, i naufragi e gli incanti. I dolori, gli sbagli, la speranza, le lotte, l’amore. Questo è il segreto ultimo e il senso primo dell’Odissea: non cedere al nulla, credere al ritorno. Quando Ulisse ritorna, rievoca a Penelope i momenti essenziali della sua avventura. È uno dei momenti culminanti del poema, poiché la narrazione coincide con il suo riconoscimento: sono passati anni, tanti anni, ma l’uomo conosce il segreto dell’albero da cui costruì il letto nuziale. Un albero è la prova della sua identità, di cui Penelope doveva diffidare, per fedeltà: troppe le insidie alla sua bellezza e al suo piccolo ma nobile regno. La velocità del racconto è un capolavoro nel capolavoro. L’uomo Ulisse, la donna Penelope, il luogo Itaca. C’è l’attraversamento degli errori, c’è l’attesa fedele, c’è casa. Collante l’amore che non è mai un viaggio fluido e dritto, ma tormentato tra sferzate, tornati e salite durissime. C’è chi lotta con i propri demoni e chi aiuta silente con l’alea della speranza indomita. Itaca è il luogo interiore del ricongiungimento, del sigillo dell’incontro tra chi si è sempre cercato senza conoscerci. Questo è l’esito dell’Odissea di Omero, di cui l’Ulisse dantesco è invece, credo, nelle intenzioni del supremo Alighieri, una figura degenerata, incapace di accettare la quiete e il ritorno. Ritorno che è il senso profondo di ogni partenza, di ogni avventura. Non perdita, ma trasformazione, non fuga, ma esperienza dell’universo. E, così, Itaca diventa presente di un passato che ruggisce e del futuro che affascina. Il percorso, nell’agitato animo e nell’agito passo è realizzato, il tutto trova il suo senso, le lunghe braccia dell’isola che accoglie sono pronte a ridare, le acque color smeraldo pronte a rinfrescare, l’argento disegna i confini di un mare sempre misterioso e il vento, il vento accarezza il figlio … eccola la mamma ‘Itaca’ intenta e attenta a concedersi e a concedere Amore, per sempre.

Evelyn Zappimbulso 


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