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Le royalties: il tesoro di Viggiano

Basilicata

BASILICATA – Importi royalties percepiti dagli enti locali della Basilicata nel periodo 2001/2015

(valori espressi in euro)

ENTE PERCETTORE TOTALE

2001-2015

Regione Basilicata 1.287.388.598

Comune di Viggiano 156.478.868

Comune di Grumento Nova 25.029.695

Comune di Calvello 24.946.161

Comune di Marsico Nuovo 10.745.981

Comune di Montemurro 6.184.060

Comune di Marsicovetere 650.854

Comune di Corleto Perticara 566.741

Comune di Pisticci 314.066

Comune di Garaguso 301.030

Comune di Ferrandina 206.885

Comune di Salandra 52.195

Comune di Policoro 10.130

Comune di Tursi 3.039

TOTALE 1.512.878.303

 

L’analisi dei dati raccolti (1) evidenzia come il comune di Viggiano rappresenti l’ente locale maggiormente interessato ai benefici dell’attività di sfruttamento del sottosuolo della regione lucana, avendo incamerato, nel periodo 2011/2015, ben il 64,9 per cento delle complessive risorse destinate ai comuni della Basilicata.

A ben vedere, rapportando il valore nominale degli introiti da royalties del comune di Viggiano nel quinquennio 2011-2015 (€ 80.982.646) con quello determinato a favore di tutti i comuni del territorio nazionale nel medesimo arco temporale (€ 135.088.556), il prefato ente locale ha introitato quasi il 60 per cento delle risorse nazionali.

Ne ha parlato in maniera diretta il sindaco di Viggiano nel corso della sua audizione (1) del 21 aprile 2016: “come amministrazione abbiamo contestato alle passate amministrazioni regionali […] il mancato sviluppo; le royalties furono date per fare sviluppo, per mitigazione ambientale e per creare posti di lavoro alternativi al mondo del petrolio; invece si è continuato in una spesa socio-assistenzialistica senza garantire un vero sviluppo. Questo purtroppo è successo anche a Viggiano ed è stato il motivo della candidatura, perché qualcosa è stata fatta, ma con molta lentezza e soprattutto senza un progetto di visione globale, per cui vi era spesso una spesa a macchia di leopardo. Si può anche fallire ma prima bisogna puntare su qualcosa e soprattutto velocizzare. Spesso è stata utilizzata come scusa la spesa delle royalties, perché erano rimasti milioni di euro non spesi, cosa di cui sono grato alle precedenti amministrazioni perché al nostro arrivo abbiamo trovato una cassa di 60-64 milioni di euro di avanzo”.

Questa montagna di soldi è un «eccesso di risorse, rispetto alla capacità di poterle programmare e spendere» (1).

Avverto, come abitante di uno dei paesi della Val d’Agri, l’esigenza di dissentire circa il modo in cui sono state spese le royalties nel comune di Viggiano.

Non pensiamo che lo sviluppo di una comunità possa dipendere da quanto sia elevata la spesa per gli investimenti nelle opere pubbliche, o nei mega-spettacoli estivi che portano il paese alle luci della ribalta per un giorno per poi farlo sprofondare una volta chiuso il sipario, nel grigiore quotidiano.

Occorrono progetti per ripristinare le condizioni ambientali precedenti, alle attività petrolifere, occorre:

  1. Trasferire dei sussidi dalla produzione del petrolio a vantaggio dei sistemi basati sulle fonti energetiche rinnovabili;
  2. Introduzione di meccanismi d’abbandono progressivo dello sviluppo e delle esplorazioni delle riserve di petrolio su tutto il territorio della Basilicata

Il progetto di ripristino ambientale deve mirare alla valorizzazione delle risorse forestali e alla valorizzazione e ottimizzazione delle risorse idriche:

  1. Interventi di manutenzione della copertura vegetale esistente;
  2. Nuova forestazione e opere idrauliche forestali;
  3. Interventi di riequilibrio e risanamento ambientali a compensazione delle alterazioni dirette o indirette delle attività petrolifere;
  4. Integrale ripristino ambientale, a seguito incidenti connessi direttamente o indirettamente con l’attività estrattiva;
  5. Un nucleo d’intervento, periodicamente formato, per sanare situazioni d’emergenza;
  6. Miglioramento del patrimonio pubblico a fini di tutela idrogeologica ed ambientale;
  7. Valorizzazione polifunzionale (protettiva, turistico/ricreativa e produttiva) dei boschi di proprietà pubblica;
  8. Ricostituzione del paesaggio e sistemazione d’aree degradate mediante impiego di verde forestale;
  9. Interventi di razionalizzazione delle risorse idriche a fini irrigui;
  10. Sistemazione idraulica dei terreni;
  11. Rete di monitoraggio del territorio che deve tenere sotto controllo i comparti ambientali interessati più direttamente dalle attività estrattive in corso.
    • COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA

Vincenzo Petrocelli 


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