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L’unione sovranista

Politica italiana

Il Vecchio Continente, come originariamente era chiamata l’Europa, è stato soggetto e oggetto di profonde evoluzioni socio/politiche. Oggi ancora più palesi dopo il varo di una sorta di mutua assistenza sul fronte della Pandemia che ha, tra l’altro, determinato una “flessione” economica assai differente tra i Paesi membri. S’è evidenziato, tra l’altro, che è prematuro immaginare la nascita degli Stati Uniti d’Europa, è opportuno, invece, rammentare ai Lettori che il sommario degli eventi che hanno portato a un complesso di diversi interessi socio/economici, oggi rappresenta una fase negativa per l’evoluzione comunitaria. Col coinvolgimento, se pure indiretto, di oltre mezzo miliardo di popolazione. Numero che, certamente, negli anni, sembrerebbe destinato ad aumentare.

Nel 1958, prendeva vita, proprio a Roma, la Comunità Economica Europea (CEE) che s’è protratta per trentacinque anni e con palesi vantaggi per gli Stati membri. Nel 1993, la CEE si trasformava nell’Unione Europa (UE). In ventisette anni, l‘UE ha raggiunto mete di tutto rispetto che oggi, però, esigono una riflessione meno generalista. Nonostante il Trattato di Lisbona del 2009, restano da vagliare le necessità dei Paesi membri. Il Covid-19 ha solo accelerato il sentore di un cero sovranismo che non avevamo mai trascurato.  L’economia d’Europa, nel suo complesso, ha parecchi interessi territoriali da tutelare.

 Il mutuo soccorso s’è dimostrato condizionato dall’uso delle risorse che l’Italia sembra aver spuntato per il 2021. Anche se la nostra emergenza è attuale e sempre meno gestibile. Risulta, così, che è ancora lontana un’UE unita politicamente, ma, riteniamo, che se anche questa meta fosse raggiunta, per un gruppo dei Paesi membri ne sarebbe vantaggiato in senso generale. Entro il terzo ventennio di questo Nuovo Millennio, l’Unione potrebbe anche varare una sua Costituzione. Con benefici di grande portata per tutti. Determinando, alla fine, la nascita di un diritto unico. Resta, però, da ridimensionare quel sentore di sovranismo che s’è reso più che evidente nelle scorse settimane e proprio nei confronti dell’Italia.

Giorgio Brignola


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