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I clan storici della ‘ndrangheta al centro del traffico di cocaina

Cronaca

Blitz della Polizia in provincia di Reggio Calabria, 14 le misure cautelari. Sgominata un’organizzazione che aveva contatti con alcuni cartelli colombiani e albanesi. In una abitazione scoperti 5 bunker. 

 Il procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri

AGI –  “L’operazione interviene sul core business della ‘ndrangheta, il traffico internazionale di stupefacenti. E’ l’attività che connota le associazioni ‘ndranghetiste e in questo caso vede coinvolti esponenti di rilievo di organizzazioni criminali di stampo ‘ndranghestico, parliamo dei Giorgi, Giuseppe e Giovanni, che sono nipoti del più famoso Giorgi Giuseppe classe 61 alias “u capra” elemento di spicco della cosca “Giorgi-Romeo” denominata “Stacchi”, dei fratelli di Rocco Mammoliti, arrestato in Olanda nel 2016″. Così il procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, ha illustrato i dettagli dell’operazione Koleos, scattata in provincia di Reggio Calabria. “Soggetti che sono stati monitorati – ha aggiunto – in una serie di trattative per il traffico di stupefacenti con soggetti colombiani ed albanesi in un camping di Condofuri”.

Le indagini – sotto le direttive del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dei sostituti Diego Capece Minutolo e Alessandro Moffa – erano iniziate per la cattura del latitante Rocco Mammoliti (arrestato nei Paesi Bassi dalla Polizia Olandese il 9 giugno 2016 ed estradato in Italia il 18 agosto dello stesso anno), ed hanno dimostrato l’esistenza, nell’area ricompresa tra Bovalino, Careri e altri comuni della Locride, di un’articolata organizzazione criminale, con sbocchi in Puglia e Sicilia, finalizzata alla commissione di delitti in materia di sostanze stupefacenti. La droga veniva confezionata sotto vuoto e trasportata in vani realizzati da meccanici di fiducia all’interno di autovetture, cui era possibile accedere tramite telecomandi che facevano scattare l’apertura elettronica.

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©  wikipedia.org
Blitz della Polizia di Stato in diversi centri del Reggino

Nel corso del blitz cinque bunker sono stati scoperti dalla Polizia di Stato, e in uno dei bunker, realizzato in un bagno, si nascondeva uno dei destinatari di misura cautelare nel tentativo di sottrarsi all’arresto. Alcuni bunker erano stati realizzati all’interno di una stessa abitazione. «Hanno bisogno di nascondigli – ha spiegato il procuratore aggiunto Lombardo – che siano prontamente utilizzabili nel momento in cui c’è un accesso imprevisto delle forze dell’ordine. Se mi trovo al piano superiore e il nascondiglio è unico all’interno della casa, potrebbe essere assolutamente inutilizzabile e quindi ogni ambiente, nell’evoluzione del bunker del terzo millennio, è dotato di una stanza segreta”.

   Si chiama Giovanni Giorgi l’arrestato che si era nascosto nel bunker realizzato all’interno del bagno della sua abitazione. L’uomo si era rinchiuso nel bunker contenente ammoniaca, evidentemente secondo gli inquirenti per distruggere materiale che aveva con sé. A causa delle esalazioni nell’ambiente ristretto è stato colto da malore, quindi soccorso e trasportato in ospedale. Suo fratello Giuseppe Giorgi, inizialmente irreperibile, è stato arrestato nei minuti in cui iniziava la conferenza stampa. Anche nella sua abitazione sono stati rinvenuti bunker.


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