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L’incubo

Politica

Che paura, sull’estratto conto avuto dalla banca, con riferimento ai mesi di aprile e maggio, ho visto accreditate a mio favore due volte euro 600 dall’Inps. Che cosa è accaduto? Mi hanno aumentato la pensione? Impossibile, l’importo è stato devoluto solo per quei due mesi. Penso di chiamare il mio Capogruppo oppure direttamente il Segretario, lui si che è pratico. Ma non posso, non mi è dato, perché, a meno d’essere divenuto un parlamentare “ a mia insaputa” non sono mai stato eletto a qualcosa, neppure nel mio condominio. Impossibile, Montecitorio non so neppure dove si trovi a Roma, e di Palazzo Madama conosco solo l’edificio ch’è in Torino, in piazza Castello.

Scorro la lista degli eletti all’assemblea regionale del Piemonte, non ci sono e neppure tra i rappresentanti del popolo del mio paese.

 Vuoi vedere che il mio commercialista ha combinato qualche truschino e ora mi trovo nei guai? Di più, nella m…. per usare una frase polirematica. Io non ho partita Iva, non so in futuro ma per ora no e il decreto non prevedeva una corresponsione in “prospettiva”.  Sono tutto sudato. Nella mia stanza ci sono 28 gradi ed è notte. Di climatizzatore manco a parlarne, “a custa da mat”. Devo calmarmi, mi occorre un bicchiere di latte freddo. In frigorifero non c’è latte; non c’è mai nulla di ciò che serve, però v’è una bottiglia di rarissimo “Albugnano”. Mezzo bicchiere mi farà bene, e invece mi farà malissimo perché mi sono scordato d’essere astemio.

Devo fare in fretta, donare in beneficenza il mal tolto, oppure restituirlo, cosicché se qualcuno, pur legittimato, ne è rimasto senza per mancanza di fondi può ottenerli attingendo al calderone delle restituzioni. Telefono al commercialista alle tre di mattina e vedo il da farsi, penso. L’errore è stato certamente suo, si svegli! Cerco il numero, non lo trovo, dove è finito, intanto il tempo passa e i quotidiani vanno in macchina, le tipografie lavorano troppo in queste occasioni. Poi ricordo, io non ho un numero del commercialista perché non ho commercialista: sono nulla tenente, abito in casa presa in affitto, vivo con 1300 euro netti di pensione, che cavolo commercialista vuoi che abbia. Ma com’è potuto accadere? Se squilla il telefono non rispondo; o è meglio che risponda e mi giustifichi? Ovvero, è meglio che mi giustifichi senza rispondere?… Sono in pieno  marasma. Ma poi, che racconto.

Bussano all’uscio, oh cielo! Sono venuti a prendermi.

Mi sveglio, è stato il cane che ha scodinzolato vicino alla porta: vuole uscire. Corro a fare un estratto conto online. Tutto a posto: nei mesi di aprile e maggio dall’Inps ho ricevuto solo la mia pensione, piccola ma pulita, tutto il resto è rosso. E’ stato tutto un sogno, anzi un incubo.

Che nessuno pensi di propormi di entrare in una lista, manco in quella della spesa. Buonanotte!

Frattanto sulla Pianura Padana sorge una magnifica aurora.

Giuseppe Rinaldi

girinaldi@libero.it


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