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Nel ricordo della grande partigiana Rina Anselmi

Cronaca

A Tina Anselmi a cui si deve la riforma sanitaria italiana è giusto fare un riepilogo su cosa è accaduto in questi anni bui per il sistema sanitario italiano.

Premesso che prima della riforma vi erano le varie mutue, la più importante era l’INAM a cui si rivolgevano tutti i cittadini che avevano bisogno di cure mediche. Questi enti funzionavano per soddisfare le esigenze delle varie corporazioni le più adatte alla sub cultura italiota. Con la riforma tutti i cittadini italiani furono messi sullo stesso piano, ma è evidente che questo fatto non andava giù alle paramafie, e piano, piano si studiò il modo per ritornare di fatto alla situazione preesistente, e lo si fece dando importanza alla medicina privatistica dominata dalla chiesa cattolica e non solo, e trasferendo l’organizzazione sanitaria sul territorio alle deleterie Regioni, le quali nell’ arco del tempo si sono attrezzate da un lato per consentire di fare affari alle strutture private, e la leader in questo campo è stata la Regione Lombardia, o a creare un sistema pubblico clientelare e in questo campo non vi è una Regione leader, si contendono lo scettro parecchie Regioni nella nostra penisola.

Ma il meccanismo più strano e pericoloso per la salute pubblica che nel corso degli anni si è venuto a creare in campo sanitario è stato il seguente: con le varie riforme che  sono state anche dovute anche alle ristrettezze economiche, specialmente al Sud si sono chiusi molti ospedali, non sostituiti da altre strutture che avrebbero dovuto servire sul territorio a curare le persone malate, ma soprattutto per la prevenzione delle più importanti malattie; visto che nel frattempo l’ età media della popolazione andava aumentanto gradatamente, ad oggi si è superata la media degli ottant’ anni. A questo punto qualcuno penserà, molto bene! Invece no! In quanto vi sono molte persone con patologie croniche, che se fossero state curate e soprattutto scoperte a tempo debito, molte complicanze si sarebbero potute evitare o almeno attenuare, con un sollievo sia sociale che economico per il nostro Paese.

Ma questo non basta per spiegare fino in fondo la nostra situazione balorda; tutti sanno che nell’ arco degli anni molte persone giovani, meno giovani, e anziani per mancanza di strutture sanitarie al sud, sono state costrette ad andarsi a curare al Nord italia, e la Regione leader in questo è stata la solita Lombardia.

Tutto questo movimento ha creato i famosissimi VIAGGI DELLA SPERANZA, che allo stesso tempo hanno fatto in modo che si depauperassero le risorse economiche pubbliche del sud ; ma persino quelle private per il conseguente turismo forzato dei parenti che dovevano accompagnare malati quasi sempre gravi di tutte le età. A questo punto è inutile che ritorni sull’ argomento, il Covid 19 ci ha dato una bella lezione, e adesso come è sempre accaduto nella storia umana non tutto il molto male è venuto per nuocere con il ripristino di protocolli sanitari e para sanitarie che tutte le regioni  si dovrebbero adeguare. ma anche qui ci sarebbe bisogno che l’opinione pubblica osservasse nel tempo come andranno le cose; non vorrei che passata la pandemia , tutto ritornasse all’oscuro passato.

Mario Marzano

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