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Coronavirus. Il Governo chiude le discoteche. Mascherine di nuovo obbligatorie

Politica italiana

GESTORI IN RIVOLTA. DANNI PER 4 MILIARDI

Discoteche chiuse e mascherine obbligatorie all’aperto nei locali. E’ la decisione del Governo dopo una riunione in videoconferenza con le Regioni. In una ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza si legge che “è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale: sono sopese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati all’aperto o al chiuso”. “Non sono ammesse deroghe con ordinanze regionali”. L’ordinanza “produce effetti dal 17 Agosto 2020 sino all’adozione di un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e comunque non oltre il 7 settembre 2020”. All’incontro con le Regioni hanno partecipato anche i ministri agli Affari regionali Francesco Boccia e allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. 

La decisione è arrivata nel pomeriggio, quando i ministri di Sanità, Regioni e Sviluppo economico, Roberto Speranza, Francesco Boccia e Stefano Patuanelli, si sono uniti in videoconferenza con i governatori regionali per un vertice urgente, dopo il continuo aumento dei contagi. Nel testo viene chiarito che non sono ammesse deroghe regionali alla normativa nazionale. “Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”. In precedenza due Regioni avevano autonomamente deciso di chiudere i locali da ballo: Calabria e Basilicata. Nell’ordinanza il governo ha deciso anche una nuova stretta sull’uso della mascherina: torna obbligatorio il suo uso su tutto il territorio nazionale dalle 18 alle 6 anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) dove è più alta la possibilità di assembramenti.

Il governo si è adeguato al parere del Comitato tecnico scientifico, preoccupato per l’aumento dei casi di contagio. Propongo di firmare ordinanza perche’ la ripresa dei casi e’ significativa anche alla luce dei contagi nel contesto europeo. Queste le parole del ministro della Salute Roberto Speranza durante il vertice tra governo e Regioni per fare il punto sulla questione delle discoteche. “Propongo di ripristinare le disposizioni sulle discoteche previste dal dpcm e non c’e’ spazio di deroga: dalle 18 alle 6 del mattino mascherine nei luoghi e locali aperti al pubblico e nei luoghi in cui e’ piu’ facile che si creino assembramenti. Diamo un segnale al paese che bisogna tenere alta l’attenzione”, ha detto. 

“Restiamo uno dei paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi. Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili. Utilizziamo il passaggio parlamentare del Dl agosto per ristorare le attività che subiranno perdite”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, nel corso della riunione governo-regioni in cui è stata decisa la chiusura delle discoteche. 

 “Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche e’ grosso ma non vedo alternative, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo”. E’ quanto ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenendo al vertice tra Governo e Regioni. “Faremo il possibile per dare un sostegno economico alle attivita’ che avranno delle perdite, trovando delle poste di ristoro specifiche anche nel dl agosto”, ha aggiunto. 

Protestano i gestori dei locali. Così, dicono, va in fumo il fatturato delle discoteche, stimato in quattro miliardi. Gianni Indino, presidente del Silb dell’Emilia-Romagna, il Sindacato italiano dei locali da ballo, afferma che “solo il 10% dei circa 3500 locali da ballo che ci sono in Italia ha potuto riaprire dopo il ‘lockdown’ ” e fino ad oggi “milioni di ragazzi si sono incontrati nelle discoteche e non e’ accaduto nulla, non abbiamo nessuna informazione su focolai causati dal ballo” e quindi “non capiamo il motivo che spinge il Governo a volerci chiudere a tutti i costi”. “Se ci chiamassero a un tavolo, cosa finora non accaduta – conclude – e ci mostrassero indicatori sanitari, saremmo noi allora i primi a voler chiudere”. 


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