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Scuola, sos dai presidi. Azzolina, evitare chiusure

Politica italiana e internazionale

‘Se ci sara’ un caso positivo all’interno di una scuola bisognera’ valutare la chiusura dell’istituto solo di concerto con l’autorita’ sanitaria, cioe’ la Asl’. Lo afferma Antonello Giannelli, presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi). Giannelli chiede ‘di conoscere con urgenza il calendario di consegna dei banchi monoposto. I presidi chiedono anche di ‘rivedere la responsabilita’ penale dei dirigenti’. La ministra Azzolina: ‘Riaprire le scuole ma evitare che richiudano. Il governo intanto chiude le discoteche e impone l’obbligo di mascherine nei luoghi pubblici dalle 18 alle 6 del mattino. ‘Un provvedimento coraggioso, coerente’, afferma il prof. Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Universita’ di Padova. 

“Non possiamo sbagliare e ogni provvedimento, ogni sacrificio chiesto è fatto pensando alla riapertura delle scuole che segnerà la vera fine del lockdown”, dice il ministro della Salute Roberto Speranza. Si rivolge soprattutto ai giovani: “Aiutateci a tenere sotto controllo il contagio. Non c’è un finale già scritto in questa partita, dipende dai nostri comportamenti e tutti, a cominciare dai ragazzi, dobbiamo esserne consapevoli”.

Anche Lucia Azzolina parla ai ragazzi. Riaprire le scuole è, assicura, una “priorità assoluta” del governo di tutto il Paese. Ma per non correre il rischio di dover chiudere di nuovo e vanificare i sacrifici fatti finora, serve la “collaborazione di tutti”. Il Comitato tecnico scientifico si riunisce il 19 agosto per stabilirecosa fare in caso di contagio tra i banchi.

I dirigenti scolastici, però, sono sempre più preoccupati e chiedono di de-responsabilizzare i presidi in caso di contagio. Poi chiedono un calendario di consegna dei banchi monoposto. Serve “con urgenza” insiste il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, presentando il vademecum per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21: “Non è possibile che i dirigenti lo vengano a sapere all’ultimo momento, l’organizzazione richiede tempo”. Nel vademecum si suggerisce, tra l’altro, di individuare uno spazio o un locale interno per accogliere gli eventuali casi sintomatici o sospetti. La mascherina, insomma, non può bastare: “È impensabile che sia l’unica arma di difesa dal contagio, perché sappiamo benissimo quanto sia faticoso – per gli alunni e per il personale – indossarla per ore”.


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