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“Adunata alle Arti”

Arte, Cultura & Società

Squillo di tromba, scattare, tutti pronti per le azioni del caso, ma cos’è questa “Adunata alle Arti” che risuona nell’immaginario collettivo quale una mobilitazione marziale per chissà quali imprese, epocali, di difesa e conquista planetarie… e forse, in realtà, lo è?

Omologazione, profitto e strumentalità, cattiva gestione e distribuzione di ricchezza e risorse, hanno eroso l’Umanità e il Pianeta Terra, cosa sotto gli occhi di tutti. La responsabilità è degli Uomini, senza appello, e del loro comportamento.

Certe élites globali sovvertono l’Arte e piuttosto che declinare i loro talenti, creativi e amministrativi, in favore collettivo agiscono per sé, in barba all’Etica e alla Filantropia, alimentando, sulla Terra, il delirio di onnipotenza e la follia eugenetica, con l’esito, consapevole o meno, di sostituirsi al Divino, al Caso, al Fato, al Destino, in qualsiasi modo lo vogliamo chiamare.

L’Arte è in senso costruttivo, nel processo che produce l’opera, è relazione, profonda e coniugata, con le cose e con il mondo, condizione che unifica nell’Unità, nel più libero e variegato linguaggio: lo Yin e lo Yang, il Particolare con l’Universale, il Dentro e il Fuori, il Sé e l’Altro da sé… posto che non si tratta di Arte inversa e che agisce, al contrario, alla separazione.

E’ un virus, con la corona, a far squillare la tromba (sarà un caso?), per adunare alle Arti, non importa se indotto o meno, per un esito di liberazione oppure di schiavitù, sta a noi operare la scelta, attivare l’Arte per il suo verso edificante, per mettere insieme, per un mondo sostenibile, oppure il viceversa…

Come aderire alla costruttiva “Adunata alle Arti”? Semplice, con un pensiero pulito, retto, onesto, praticando il discernimento, l’equilibrio, la centratura, l’equidistanza, la preghiera e la meditazione, lo yoga, il qi gong, la filosofia, la scienza, la musica, la danza, la poesia… qualsiasi cosa che vi pare, ma solo come voi sapete farlo, con i vostri mezzi, e con le vostre capacità peculiari (basta omologazione) coniugate con quelle universali, interpretando ogni situazione, superando tutti i modelli precostituiti, con la presenza attiva e vigile di voi stessi.

Questa pandemia è fatta ad arte per metterci alla prova, basta osservare la costante contraddizione di fatti e strumenti “attivati” dal virus (presupposti, origine, ritardi, cronologie, comunicazioni, dati, errori, cure, autopsie… la lista è lunga) e insinua, a livello planetario, un quadro di grave malattia globale, dove l’unico rimedio è un vaccino su cui gravano, come macigni, interrogativi e dubbi in ordine agli enormi interessi economici e soggetti attivi in campo.

Le cure per l’Epidemia sono ormai note e il virus, in Italia, ha perso, per la gran parte, la sua carica virale, con un’ evidenza clinica estremamente ridotta (poche centinaia di ammalati su l’intera popolazione);  l’ammorbamento mediatico però non cessa, l’economia affondata e le misure di compressione e sospensione dei diritti costituzionali più basilari (sanitari, giuridici, sociali…) continuano; senza tener conto che avanza, sempre più numeroso, il numero di suicidi e lesionati, per terapie non corrisposte o ritardate, per disagi  psichici di ogni età, per perdita del lavoro ecc.     

Il “mantra” di moda è “separare” (dia-ballo) per la paura di un virus, qui da noi, sempre più latitante e meno infettivo, e di una pandemia che non è più tale, ma che si mangia quello straccio di economia residua (… con, in più, i debiti assunti con l’Europa), e continua a dividere l’essere dal suo simile, nell’eventualità che si possa ancora ammalare, quale paradossale rimedio, quasi oramai, per preservare la persona sana dalla medesima; una tale prevenzione non si era mai vista: semmai si ponevano in isolamento gli ammalati. Cosa dire, poi, di bambini, scolari e studenti, costretti all’allontanamento dal proprio compagno di banco e distanziati tra loro e dagli educatori, sottoposti a misure “sterilizzanti” di iper igienizzazione, in contraddizione a qualsiasi principio educativo e pedagogico che si rispetti? 

L’adunata alle Arti, per concludere, è il recupero del buon senso, (degli antenati, dei filosofi, di saggi e anziani, di migliaia di anni di storia e cultura, con tanto di documenti ed opere) che stiamo triturando e bruciando nell’alienazione, mortifera, del distanziamento sociale, della paura di un virus, dalle parti nostre, per la maggior parte estinto o disattivato, nello spauracchio dell’altro da sé, nelle attese di mirabolanti panacee: i vaccini (magari OGM) con i consigli “rituali” dell’OMS; ma di come si rinforza il sistema immunitario (la prima difesa di cui ognuno è gratuitamente dotato) nessuno ne parla, è anche questo un caso?  Game over, sveglia, “Adunata alle Arti” è tornare alla vita per ricostruire: presto, come e meglio di prima.

Fedele Eugenio Boffoli


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