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La scomparsa di Philippe Daverio. L’arte come metodologia didattica e speculare

Cronaca

Di Pierfranco Bruni

Avevo avuto modo di conoscerlo e approfondire il legame tra arte e storia nel corso delle  celebrazioni dei 150 dell’Unita d’Italia. Era il 2011. Io allora ero consulente alla Presidenza della Camera proprio per le attività e lo studio dei “150Unità”.

Aveva una capacità critica speculativa sorprendente. Per lui l’arte era comparazione di culture, di forme, di estetiche. Mi riferisco a Philippe Daverio scomparso il 2 settembre. Non un cultore dell’arte ma un empirico che riusciva con conoscenza e intelligenza critica a trasformare la sua ricerca in uno attento sguardo didattico.

Daverio usava la metodologia didattica con forza prospettica. Nei suoi libri il percorso artistico a cominciare da De Chirico sino a Raffaello tracciava linee pedagogiche che diventavano un vero e proprio “trascinamento” verso la metafisica dell’opera complessiva.

Non studiava soltanto un quadro. Ma l’artista nella complessità della sua vita e dei suoi lavori. L’opera d’arte come estetica della conoscenza.

Critico, studioso di culture comparate, di comunicazione e di metodologie si era impegnato anche sulla trincea della politica portando la sua esperienza in campo amministrativo.

L’arte con lui diventa partecipazione di scibile comparato. Le sue pubblicazioni testimoniano questo percorso. Si era occupato di Barocco ma anche di Gio Ponti, sul quale sono intercorse alcune telefonate proprio qualche anno fa. 

Nel 2010 l’ho visto impegnato su un grande artista che risponde al nome di Giuseppe Antonello Leone. I suoi scavi costituiscono uno speculare negli sguardi e si soffermava proprio sugli occhi dei personaggi dipinti. Era il suo pensare l’arte attraverso le avanguardie in quel suo “Il secolo spezzato dalle avanguardie” del 2014.

L’anno successivo ci offre “Il gioco della pittura” fino  “A pranzo con l’arte” del 2017. E  poi il libro del 2019 in cui si parla de “La mia Europa a piccoli passi”. Tante sono state le suggestioni che hanno permesso di intavolare intrecci tra arte e letteratura e storia e arte.

Philippe Daverio era nato in Alsazia a Mulhouse il 17 ottobre del 1949. È morto a Milano il 2 settembre 2020.

L’arte come metodologia didattica e speculare in una forma metaforicamente metafisica.


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