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Coronavirus, Speranza: vaccino entro l’anno

Benessere & Medicina

ROMA  – La corsa al vaccino europeo della AstraZeneca potrebbe finire prima, “entro l’anno”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo il 2 settembre al Senato sullo stato dell’emergenza coronavirus. Si tratta del primo contratto firmato dalla Commissione europea. Grazie all’accordo tutti gli Stati membri potranno acquistare 300 milioni di dosi del vaccino prodotto dall’azienda, con un’opzione per l’acquisto di ulteriori 100 milioni di dosi da distribuire in proporzione alla popolazione. “In questo vaccino – ha aggiunto il ministro – l’Italia è protagonista, perché il vettore virale viene prodotto presso l’Irbm di Pomezia e perché l’infialamento avverrà preso la Catalent di Anagni”. Il responsabile della Salute ha voluto anche ricordare un altro progetto, questo tutto italiano: “alla fine del mese di agosto, è anche stata avviata la sperimentazione sull’uomo del vaccino di ReiThera, che è un vaccino tutto italiano e anche da questo punto di vista credo che ci siano elementi per esprimere profonda gratitudine ai nostri scienziati, ai nostri ricercatori che non stanno facendo mancare il loro contributo a questa importante sfida mondiale”. “Rispetto al mio ultimo passaggio in quest’Aula che è avvenuto il 10 agosto – ha ricordato il ministro -, il quadro epidemiologico europeo si è giorno dopo giorno significativamente deteriorato e anche nel nostro Paese, in Italia, pur se in un quadro lontano da quello dei Paesi europei che incontrano maggiori difficoltà, abbiamo riscontrato una graduale salita del numero dei contagi”. La situazione italiana, ha spiegato speranza numeri alla mano, è molto diversa da altri paesi europei. Il tasso di incidenza del virus su 100.000 abitanti in tutti i Paesi europei nelle ultime due settimane sono i seguenti: Spagna 205, Francia 88, Croazia 87, Romania 84. Il nostro Paese, l’Italia, è a 23, “un dato molto simile a quello della Germania che, ad oggi, è tra i migliori nel contesto europeo”. La crescita italiana, ha spiegato il ministro della Salute, “ha risentito sicuramente anche di una crescita del numero dei tamponi che sono stati effettuati”. Speranza ha ricordato che durante l’ultima settimana “abbiamo sfiorato il dato di 100.000 tamponi in un solo giorno, anche alla luce di una significativa intensificazione del lavoro negli aeroporti dove, rispetto agli arrivi dai Paesi a rischio (su questo tornerò in seguito) si stanno iniziando ad usare anche i test rapidi antigenici”. Dai dati delle ultime settimane emerge una “novità sostanziale”, dice Speranza, forse “quella più significativa”. “È il fortissimo abbassamento dell’età media delle persone contagiate. Credo che questo sia il vero fatto nuovo, il più significativo e il più notevole rispetto alla drammatica stagione che abbiamo vissuto nei mesi di marzo e di aprile”, ha aggiunto il ministro della Salute che ha ricordato che “è senz’altro vero che il virus tra le generazioni più giovani fa meno male rispetto all’impatto che esso ha naturalmente sulle generazioni più avanti negli anni, ma è altrettanto vero che i giovani continuano a essere comunque uno strumento di diffusione del virus e questo può essere pericoloso”. Il comitato tecnico-scientifico nelle ultime ore ha definito le sue raccomandazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine a scuola. “Provo a dirla così – ha detto Speranza -: le mascherine a scuola sono obbligatorie. Proprio perché sono fondamentali, a scuola si va con la mascherina. Poi dividiamo due momenti: quelli dinamici, in cui ci sono rischi concreti per i nostri studenti di poter avere contatti più ristretti a meno di un metro di distanza con altri studenti; e i momenti statici, ossia quelli in cui lo studente è fermo – penso per esempio ad una lezione -, ascolta il docente ed è a una distanza di almeno un metro dagli altri studenti. Nel momento statico la mascherina, che è obbligatoria negli altri momenti, può essere abbassata. Questa misura può essere rivista nel caso di situazioni epidemiologiche particolarmente delicate, ma saranno solo le autorità sanitarie a disporle e a valutarle in modo corretto”. Speranza ha voluto ricordare che l’Italia è l’unico paese in Europa, “e credo anche nel mondo”, a fornire 11 milioni di mascherine al giorno per studenti, insegnanti e lavoratori. “Voglio provare in questa sede a dare un messaggio molto chiaro e molto netto: la riapertura delle scuole – ha aggiunto il ministro della Salute – è una grande priorità; credo che sia la più grande priorità oggi per il nostro Paese. Non è una priorità del Governo, delle Regioni o dei Comuni e delle Province, che pure stanno lavorando con noi ogni giorno gomito a gomito. Credo che la riapertura delle scuole sia la più grande priorità per tutta la nostra comunità nazionale. E allora dico: lavoriamo insieme per recuperare lo spirito che ci ha accompagnato nei mesi più difficili, ossia nei mesi di marzo e di aprile, quando il Paese si è unito. Penso che dobbiamo recuperare esattamente quello spirito”. Oltre alla questione del vaccino contro il coronavirus, Speranza ha portato il focus del suo intervento al Senato anche a quello antinfluenzale: “abbiamo la necessità di costruire quest’anno una campagna più forte rispetto a quella fatta negli altri anni, proprio perché i sintomi sono simili e questo potrebbe provocare difficoltà al nostro Servizio sanitario nazionale. Tutte le Regioni hanno fortemente irrobustito la loro offerta del vaccino antinfluenzale e si è tenuta una riunione, aprendo un tavolo con i farmacisti italiani, esattamente su questa materia. Per quanto riguarda invece il vaccino anti-Covid, voglio ricordare come l’Italia sia davvero in prima linea in questa battaglia”. Speranza ha poi chiuso il suo intervento rendendo noto che “questa volta su indicazione di tutto il Governo”, che “molto a breve” saranno pubblicati tutti i verbali del Comitato tecnico-scientifico. “La linea del Governo – ha concluso Speranza – è stata sin dall’inizio una linea di massima trasparenza, stiamo lavorando perché questi verbali, nei quali non c’è assolutamente nulla che non possa essere reso noto all’opinione pubblica, possano essere pubblicati”.

 


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