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Azzolina ottimista per la ripresa della scuola. Perplessi i presidi

Cronaca

La ministra ha sottolineato che la scuola è “il luogo meno rischioso, rispetto ad altri, dove possono stare i nostri ragazzi. In questo periodo ci sono già stati dei casi di positivi ma le procedure messe in moto sono risultate efficaci”. La preoccupazione dei presidi, però, è molto concreta. 

 

©  Agf – Lucia Azzolina

Alla ripartenza della scuola manca una manciata di giorni e il clima si arroventa. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha puntato l’indice contro “la propaganda elettorale che ha usato la scuola in modo sconsiderato. È da irresponsabili – ha detto – strumentalizzare l’educazione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, per un pugno di voti. Non meritano di ascoltare slogan e frasi a effetto che puntano alla pancia dell’elettorato, ma non lasciano poi nulla di concreto sul tavolo”.

La preoccupazione dei presidi, però, è molto concreta. Al punto da ritenere probabile qualche slittamento delle date di ripartenza delle lezioni. “Per riaprire in sicurezza e’ necessario che alcuni problemi vengano risolti”, ha sottolineato oggi in una nota il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

“A quanto sappiamo – continua – la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo. Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio”. Conclude Giannelli: “È opportuno dunque valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali”.

Azzolina, nella conferenza stampa tenuta insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito le date: il primo settembre le scuole sono partite con il percorso di recupero e con i collegi dei docenti; il 14 settembre ci sarà un’ulteriore fase intermedia e dal 24 rientreranno tutti“. Poi la ministra ha sottolineato che la scuola è “il luogo meno rischioso, rispetto ad altri, dove possono stare i nostri ragazzi. In questo periodo ci sono già stati dei casi di positivi – ha spiegato – ma le procedure messe in moto sono risultate efficaci”.

Quanto al numero degli studenti rimasti senza un’aula, “a giugno, per il rispetto del metro di distanza nelle scuole, avevamo calcolato circa in un milione. Oggi, grazie al lavoro svolto, possiamo dire che sono scesi a 50 mila. Il nostro obiettivo e’ arrivare al 100% e ci stiamo arrivando. Non significa che questi 50 mila studenti non andranno a scuola – ha puntualizzato Azzolina – ma ci sarà l’obbligo di indossare la mascherina. Si tratta comunque di situazioni residuali che si stanno risolvendo”.

Per garantire il distanziamento si è lavorato molto, ha assicurato la ministra dell’Istruzione. “In 2.500 istituzioni scolastiche su 8.000 sono stati fatti lavori di edilizia scolastica leggera, grazie ai fondi del governo; sono oltre 5.177 le aule in piu’ che abbiamo ricavato, 4.812 quelle che sono state ampliate per un totale quasi di 10mila aule in più”.

E ancora: “Abbiamo finanziato l’affitto di spazi esterni alle scuole, trovando soluzioni alternative e adatte alla didattica per oltre 200mila studenti. E poi abbiamo investito sugli arredi. Non riapro qui il dibattito sui banchi – ha concluso Azzolina – ma abbiamo recuperato in due mesi un ritardo di 20 anni”.

Questo fine settimana, inoltre, “si faranno tutte le nomine dei supplenti. Non è mai accaduto nella storia del Paese che i supplenti venissero tutti nominati all’inizio dell’anno scolastico”. Che cosa succederà se uno studente si contagia? “Non c’è un automatismo tra un caso di studente positivo e la quarantena dell’insegnante – ha concluso la ministra – Sarà il dipartimento di prevenzione territoriale a stabilire caso per caso”. 


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