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Un guaio Nato. Grecia e Turchia mai così vicine allo scontro. Emergenza anche per Pompeo

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Francesco De Palo 

Incidente tra due fregate nella Zee: Erdogan rivendica il diritto di sparare, ma Washington manda la portaelicotteri Woody nell’Egeo. In campo le maggiori diplomazie, con Tel Aviv, Parigi, Cairo e Nicosia che fanno fronte comune

Il contatto tra due fregate greca e turca rischia di rappresentare l’episodio caldo più volte pronosticato dagli analisti. Atene e Ankara mai così vicine allo scontro, mentre gli Usa mandano nell’Egeo anche la portaelicotteri USS Hershel “Woody” Williams della Sesta Flotta. Il nodo del contendere è la violazione turca del diritto internazionale, piegato ai desiderata di Erdogan conscio che, senza il gas del Mediterraneo orientale, la sua economia finirà in una “lenta combustione”.

Come è noto la Turchia ha inviato la nave Oruc Reis nella Zona economica esclusiva greca (non riconosciuta da Ankara), in una partita che si mescola a quella libica. La diplomazia, con la mediazione della cancelliera Angela Merkel e del leader del Consiglio europeo Charles Michel, è al lavoro per provare a smussare le posizioni del presidente Recep Tayyip Erdogan, per questa ragione è stato convocato il Consiglio Esteri straordinario dall’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell. Inoltre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul punto ha parlato al telefono col suo omologo Mevlut Cavusoglu.

SCONTRO?

In quello che viene in gran parte definito come l’ultimo tentativo di Erdogan di ottenere una maggiore approvazione personale, il presidente turco ha accusato la Grecia di aver attaccato la nave turca Oruc Reis, per questa ragione i greci “hanno ricevuto la loro prima risposta oggi”. Ha osservato che chi attaccherà una nave impegnata in esplorazioni di idrocarburi nel Mediterraneo orientale parrebbe un “prezzo elevato” e ha affermato che il suo Paese aveva già reagito dopo un simile incidente. I media turchi sostengono che la fregata greca Limnos avrebbe subito danni dopo essersi scontrata con una nave turca Kemal Reis. Nelle stesse ore il premier greco Kyriakos Mitsotakis ha avvertito del pericolo di un incidente nel Mediterraneo orientale: “Fate sapere a tutti che il rischio di un incidente è in agguato quando così tante truppe sono concentrate in un’area limitata. E la responsabilità in tal caso sarà a carico di colui che causa queste condizioni”.

La nave da ricognizione turca Oruc Reis si è spostata tra Cipro e l’isola greca di Creta, supportata da 19 fregate turche. Secondo fonti della Difesa ellenica la fregata greca ha manovrato per evitare una collisione frontale e nel processo la sua prua ha toccato la parte posteriore della fregata turca. “È stato un incidente”, ha detto la fonte, aggiungendo che la Limnos non è stata danneggiata. Lo dimostra il fatto che successivamente ha preso parte a un’esercitazione militare congiunta con la Francia al largo di Creta.

USA E SANZIONI

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo poco prima del suo incontro con l’omologo greco, Nikos Dendias, a Vienna, ha ricevuto una richiesta di alcuni senatori americani: chiedono che Ankara rimuova tutte le sue navi dalla Zee greca, uniformandosi al diritto internazionale. Nello specifico la prima missiva è firmata dai senatori Robert Menendez e Chris Van Hollen, mentre la seconda dai co-presidenti del Congresso greco-israeliano Gus Biliraki e Ted Deutsch. Il denominatore comune delle due lettere è la richiesta di chiarezza nei messaggi che verranno inviati dal capo della diplomazia americana.

Menendez e Van Hollen ricordano a Mike Pompeo le sue parole pronunciate in passato sul caso: il Segretario di Stato americano aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero preso iniziative diplomatiche per garantire che tutte le azioni nel Mediterraneo orientale fossero legali. Invitano inoltre gli Stati Uniti a collaborare con l’Ue su un piano di sanzioni globali da imporre ai settori chiave dell’economia turca, qualora la Turchia si rifiutasse di risolvere le questioni sotto l’arbitrato della Corte internazionale di giustizia.

COOPERAZIONE

“In secondo luogo – si legge – vi esortiamo a iniziare a cooperare immediatamente con l’Unione europea per una risposta coordinata alle crescenti sfide e alle azioni illegali della Turchia nel Mediterraneo orientale. L’Unione europea ha già imposto un divieto d’ingresso e un congelamento dei beni di due dirigenti energetici turchi e la Francia ha recentemente dispiegato navi nel Mediterraneo orientale. Gli Stati Uniti e l’Unione europea dovrebbero sviluppare immediatamente un piano di sanzioni congiunte globali da imporre a settori chiave dell’economia turca”. Viene inoltre reiterata la richiesta del Senato per l’attivazione delle previste sanzioni per l’acquisizione del sistema missilistico russo S-400 da parte della Turchia. “Sotto il presidente Erdogan, la Turchia ha trascurato i suoi obblighi internazionali e si sta ritirando dall’alleanza Nato. Il fallimento degli Stati Uniti nell’agire con decisione in questo momento critico non farà che esacerbare la posizione della Turchia”.

Oltre allo scudo francese, la Grecia incassa il supporto anche di Washington: l’ambasciatore statunitense ad Atene Jeffrey Payat ha annunciato via twitter l’arrivo in Grecia della portaelicotteri americana USS Hershel Woody Williams, che appartiene alla 6a flotta. Ieri si trovava a Napoli per il rifornimento e oggi arriverà nell’Egeo.

QUI MOSCA

Sul caso è intervenuto anche il ministero degli Esteri russo che ritiene inammissibile qualsiasi azione che porterebbe ad un ulteriore aumento del “potenziale di conflitto” nel Mediterraneo orientale, citando per la prima volta la possibilità che la diplomazia russa intervenga in una vicenda interna alla Nato solo su richiesta delle parti interessate. Mosca esprimendo viva preoccupazione per l’escalation della tensione nella regione e definisce “provocatorie e incendiarie” le affermazioni che i conflitti tra i paesi della Nato gioverebbero alla Russia.


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