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Rischiamo di non trovare più kiwi?

Cronaca

Confragricoltura lancia l’ennesimo allarme, dopo una recrudescenza di casi di moria di piante nell’Agro Pontino. Quali sono le regioni più colpite

AGI – Ennesimo allarme di Confagricoltura sulla moria di piante di actinidia che rischia di compromettere la produzione di kiwi in tutta Italia. L’organizzazione agricola chiede un intervento delle Istituzioni, snocciolando i numeri di quella che è una crisi a tutti gli effetti già annunciata da Confagricoltura Latina nell’agro pontino: “Le piante di actinidia – spiega Confagricoltura – muoiono per un nemico invisibile che, proprio per questo, è difficile da combattere. Da otto anni si è progressivamente diffusa la “moria del kiwi”, che investe l’apparato radicale per motivi sconosciuti. Ora la malattia ha colpito al cuore il principale areale produttivo in Italia di questa coltivazione, l’Agro Pontino, con quasi 10 mila ettari investiti”.

Inevitabilmente – pone in evidenza Confagricoltura – la crescente diffusione della malattia avrà impatti significativi sulla produzione nazionale. Sull’origine della patologia e sulle possibili cause sono state formulate varie ipotesi, frutto anche delle attività di ricerca poste in essere in questi anni – ricorda l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – I risultati ad oggi ottenuti non consentono tuttavia di individuare un fattore determinante che porta al deperimento delle piante; al contrario, sembrano concorrere una serie di concause, presumibilmente accentuate dagli effetti del cambiamento climatico”.

Confagricoltura chiede iniziative raccordate e sinergiche tra lo Stato e tutte le Regioni coinvolte e, sul fronte della ricerca, tra i primari istituti scientifici. “Si attende con vivo interesse – sottolinea l’organizzazione agricola – la prossima riunione del Comitato Fitosanitario Nazionale per fare il punto della situazione, cosi’ come l’insediamento di uno specifico Gruppo di lavoro tecnico-scientifico per coordinare le attivita’ di ricerca. Sono sollecitate, infine, misure tempestive per il ristoro dei produttori”.


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