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A Bari Capitan Fracassa

Politica

A Bari capitan fracassa, superuomo del momento, detta precise istruzioni ai suoi sullo stato delle indagini che lo riguardano.

A Bari il nostro ha tenuto a “rapporto la cerchia ristretta che gli chiede lumi sulla tempesta che sembra abbattersi sul partito” (la Repubblica del 13 settembre 2020) e, cogliendo l’occasione, ha inviato messaggi un pò equivoci: “Concentratevi sulla campagna elettorale, non perdete tempo a rispondere alle domande sui soldi e sulle inchieste, perché se vinciamo in Puglia, Toscana, Veneto e Liguria diamo il colpo di grazia al governo, Conte va a casa e di quelle inchieste , di questi attacchi giudiziari non resterà nulla. Metteremo tutti a tacere”.

Il messaggio si presta a una doppia interpretazione. La prima è quella che attribuisce al voto una funzione catartica, nel senso che un’eventuale vittoria del suo partito avrebbe la funzione che i cristiani attribuiscono al battesimo: liberazione dal peccato. Nel nostro caso potrebbe significare, almeno nelle intenzioni di Salvini, purificazione dai propri misfatti. Concetto non nuovo. Già Berlusconi affermava che il voto dovrebbe rendere gli eletti al di sopra della legge, liberi da quella che, a suo avviso, sarebbe una grave ingerenza della magistratura nella vita politica del Paese. Ignorando l’insegnamento che ci viene dall’Illuminismo, Berlusconi rivendica la supremazia della politica rispetto agli altri poteri costituzionali. In pratica i politici, una volta eletti nelle supreme cariche istituzionali, sarebbero al di sopra della legge (legibus soluti).

Secondo l’altra interpretazione quel metteremo tutti a tacere potrebbe essere inteso quale avvertimento minaccioso, per non dire altro. Ma anche in questa seconda ipotesi interpretativa il capitan fracassa non tiene conto del principio della separazione dei poteri che è alla base della nostra Costituzione. Ricordo che la Costituzione italiana si caratterizza per la sua rigidità, per cui ogni modifica delle norme in essa contenute non può avvenire attraverso l’approvazione di leggi ordinarie.

Oggi la nostra Costituzione, alla quale bisogna sempre far ricorso, stabilisce dei limiti al potere delle istituzioni statali allo scopo di tutelare al meglio le esigenze e le libertà dei cittadini. L’art. 138 richiede, per l’approvazione di eventuali modifiche, un procedimento speciale e maggioranze qualificate. Ma, forse, pretendere dai nostri parlamentari, che ignorano, nella gran parte, la Costituzione, il rispetto dei sacri principi è un po’ troppo. Sarebbe come pretendere che un asino possa volare.

Riguardo ad affermazioni del genere mi sarei aspettato reazioni indignate da parte di coloro che si proclamano democratici. Invece…..

Raffaele Vario


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