fbpx

Non pensare di vincere la corsa al primo giro. Si vince all’ultimo giro

Politica

Questa frase pronunciata da Ben Hur nell’omonimo film può dare la chiave di lettura di un’eterna corsa qual’ è la politica in Italia, oggi più che mai. Le elezioni regionali legittimano e  riconoscono leader locali sganciati dai partiti e intercettati come autentici traghettatori di un nuovo corso messianico in grado di dare risposte ai problemi della gente.

I leader nazionali hanno nella migliore delle ipotesi rivestito il ruolo di gregari in grado di far da corollario ai candidati presidenti che sono apparsi autentici campioni di visibilità e attrattività. Se non sei attrattivo non vinci e le ragioni sfuggono alla più fervida immaginazione dell’opinionista ma sicuramente l’aver governato per cinque anni, salvo qualche rara fattispecie, rende. Il voto premia chi è già sul territorio e non chi torna dopo una lunga parentesi in cui ha lasciato un ricordo e neanche una canzone.   Infatti una volta si utilizzavano le canzoni per lanciare messaggi politici come “Torna a Surriento” canzone che ebbe tanto successo da indurre il Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli nel 1902 ad istituire l’Ufficio postale e costruire una rete fognaria a Sorrento dopo una visita e una promessa. Altri tempi e altra storia. Ma indicativa per evocare che la storia in politica si costruisce giorno per giorno non con slogan che fanno sorridere ma non si traducono in consensi nell’urna ma con segni tangibili a vantaggio di tutti e ciascuno. La voglia di cambiamento deve avere garanzie e l’elettore italiano non cambia “tanto per”.

Altra riflessione: il sistema tripolare sta morendo e si va verso un bipolarismo durissimo in cui conterà la forza muscolare e in cui le buone idee troveranno spazi angusti come le correnti d’aria fresca che invadono nelle giornate calde le nostre case e ci danno refrigerio. A questo aspiro e spero di trovare nuova linfa e nuovo respiro.

Anche il referendum alla luce dei risultati inequivocabili, consegna al Parlamento un compito arduo per i compiti cui è chiamato a dare risposte, una legge elettorale che dovrà consegnare adesso più di ieri la volontà di sapere quale coalizione governerà il paese. Gli elettori non hanno avuto dubbi.

Dimenticavo…il programma delle coalizioni, spero conti e racconti della volontà  e indichi le modalità sul come migliorare la vita delle persone che vogliono vivere e non sopravvivere e raggiungere per quanto possibile un pezzo della felicità su questa terra prima di consegnare il giudizio ai posteri e per chi crede a Dio.

Essere “onorevoli” significa essere responsabili e questo Parlamento con i suoi limiti è chiamato ad essere costituente. Ne sarà degno?

Me lo auguro e lo spero per tutti perché la democrazia, parafrasando Amartya Sen, sia sempre la nostra e mai degli altri.

Dario Felice Antonio Patruno


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE