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Lettera aperta a conte

Politica

Dato il rimanere del suo Incarico a Presidente del Consiglio dei Ministri in un Esecutivo che pensavo al crepuscolo, ritengo opportuno manifestarle il mio punto di vista sul ruolo socio/politico della nostra Comunità altrove che non è estranea, tanto per chiarezza, dalle, troppe, polemiche nazionali e da una Pandemia che continua a imperversare e investe, impropriamente, anche la politica.

Da noi, l’incertezza continua a fare notizia. Degli italiani all’estero ci s’interessa, a mio avviso, solo in parte. Guarda caso, soprattutto al momento del voto anche referendario. Quando la politica dei numeri riaccende il diritto di “contare”.

Che difetti l’impegno per cambiare, si percepisce già da qualche tempo. Quella che manca è la concreta possibilità d’”essere” più che “sembrare”. Insomma, la politica socio/economica nazionale ha toccato il “fondo”. Anche prima della pandemia. Ora che l’Italia è in regressione, sarebbe opportuno focalizzarne le cause e tentare, almeno, di preoccuparsi. Il “nuovo” Potere Legislativo, pur nel suo evidente marasma, dovrà, ora, meglio definire un suo impegno non solo politico. Credo di non essere il solo ad auspicarlo. Vedremo, come si evolverà il “caso” della governabilità nella Penisola dopo il varo di un’indispensabile nuova legge Elettorale. Sul tema, Signor Primo Ministro, mi permetterò di tornare. E’ un onere che intendo mantenere. Nel rispetto degli italiani in Patria e nel mondo.

Giorgio Brignola

redazione@corrierenazionale.net


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