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Recovery plan: coinvolgere Regioni nel Piano nazionale di recupero e resilienza (Pnnr)

Economia e Finanza

ROMA – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 14 settembre ha approvato un documento di “Posizione sulle modalità di partecipazione delle regioni e delle province autonome alla programmazione delle risorse del piano nazionale di recupero e resilienza (Pnrr)”.

Posizione sulle modalità di partecipazione delle regioni e delle province autonome alla programmazione delle risorse del piano nazionale di recupero e resilienza (Pnrr). Il documento è stato inviato poi al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e ai ministri Vincenzo Amendola e Francesco Boccia.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento.
Posizione sulle modalità di partecipazione delle regioni e delle province autonome alla programmazione delle risorse del piano nazionale di recupero e resilienza (Pnrr)
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha condiviso la preoccupazione e l’urgenza di definire modalità e tempi di coinvolgimento delle Regioni nella preparazione del Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR).
Infatti, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio Europeo, il 21 luglio scorso, del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e del programma Next Generation EU (NGEU), che include il Recovery Fund, che assegna all’Italia 209 miliardi di euro, il Governo ha deciso di preparare il Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR) nel Comitato Interministeriale per gli Affari Europei (CIAE), coadiuvato, a livello tecnico, dal Comitato Tecnico di Valutazione (CTV). Le Regioni hanno seguito le riunioni del CIAE, a partire dal 28 luglio, e le numerose riunioni del CTV, tenutesi durante i mesi di luglio, agosto e settembre, nel corso delle quali è stata raccolta e coordinata la progettualità proveniente dalle amministrazioni centrali per la predisposizione del PNRR. Le Regioni, non avendo avuto conoscenza dei progetti che le amministrazioni centrali stavano discutendo, hanno più volte chiesto quali sarebbero state le modalità del loro coinvolgimento.
Nel frattempo, per facilitare l’interlocuzione politica, la Conferenza ha costituito un apposito coordinamento politico ristretto, che ha incontrato due volte i rappresentanti del Governo, ricevendo l’assicurazione che entro il mese di agosto sarebbero state inviate le matrici delle schede progetto discusse tra amministrazioni centrali.
Considerato che tale documentazione non è stata ancora resa disponibile e che non è stata condivisa una modalità di coinvolgimento delle Regioni, singolarmente e come sistema, nella costruzione del PNRR, la Conferenza chiede al Governo un’interlocuzione specifica sulle progettualità che si vogliono inserire nel PNRR. I tempi di impegno (2023) e spesa (2026) delle risorse del Piano e la necessità di coordinarne gli interventi con quelli della programmazione 2021- 2027 impongono l’urgenza di coinvolgere le Regioni per poter garantire la certezza, la celerità e l’efficacia della spesa delle risorse messe a disposizione dall’Europa. In particolare, la Conferenza ribadisce la necessità:
• di tener conto della dimensione territoriale, in quanto anche i progetti “nazionali” hanno un’inevitabile ricaduta nei diversi territori;
• di coordinare e non sovrapporre le attività di elaborazione del PNRR e di individuazione dei relativi progetti con le attività della programmazione 2021- 2027, visto l’inevitabile “incrocio” tra i diversi livelli di programmazione (nazionale, regionale, e locale);
• di tener conto delle competenze istituzionali (concorrenti o esclusive) delle Regioni (dalle attività produttive alla tutela dell’ambiente, dal trasporto pubblico locale alla tutela del territorio, dalla sanità alle politiche sociali);
• di condividere con i ministeri di spesa i diversi livelli decisionali, tenendo presente che si parla sempre di progetti di “pronta spesa” e con impatto significativo sulla ripresa;
• di evidenziare l’opportunità di un’azione complessiva di riforme e investimenti, affrontando come priorità il problema della rimozione dei gap infrastrutturali e sociali, destinando adeguate risorse allo sviluppo del Mezzogiorno, delle aree interne e dell’insularità.
La Conferenza propone di considerare le Regioni e le Province autonome come soggetto catalizzatore per realizzare sul territorio gli investimenti nell’ambito delle priorità condivise fra i livelli istituzionali, una sorta di hub programmatorio degli investimenti nell’ambito delle priorità definite a livello nazionale.
Si allega alla presente posizione la documentazione illustrata alla audizione presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati lo scorso 8 settembre, che contiene le prime provvisorie proposte concrete delle Regioni sia in materia di priorità politiche da considerare, sia riguardo alla progettualità attivabile in tempi brevi (memoria e slide).
 


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