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La Calabria vera di Jole Santelli era nella rivoluzione della tradizione

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Pierfranco Bruni 

Con la Calabria nelle parole e nel cuore un sottile  sentiero di terra che ha dentro la lingua e l’identità. Quella Calabria che deve essere parlata piano, lentamente, quasi in silenzio, deve essere conosciuta nella profondità greca ed orientale di un Mediterraneo scavato nelle onde di vento che lasciano il segno di sale sulla carne. 

Quella Calabria che sa di essere popolare e nobile, aristocratica e umile, di montagne che sanno di Aspromonte e Pollino con al centro la Sila.  Quella Calabria che ha la conoscenza ellenica e ionica, tirrena e latina e magno greca. 

La Calabria di Jole Santelli. Questa terra – mare era un infinito nella profondità dei suoi occhi. Scelte rigorose nella sua vita. 

Affascinata dal decisionismo di Bettino e dentro la cultura giuridica e classica del mondo cattolico e liberale, ha sempre guardato, con la coerenza che ha caratterizzato le sue vere scelte, come le donne calabresi sanno fare rischiando per amore e solo per amore, al mondo di destra con la cristianità della tradizione e con quel frammento, che era più di un frammento, di mondo ortodosso orientale che é parte integrante di una calabresità che si porta nell’anima il velo di Bisanzio. 

Il segreto di un libro che poneva in essere la Calabria di San Francesco di Paola e le sponde di un Oriente che il paolano aveva sigillato tra Otranto e l’Europa. 

La Calabria di Jole era la Calabria al centro del cerchio in un immaginario labirito che era quello di Gioachino da Fiore o il sole di Tommaso Campanella. Coraggiosa sino all’ultimo tramonto era consapevole di tutto. Della vita e della morte. Come in quelle ore che annunciavano la sua vittoria alle Regionali in un linguaggio in cui le parole roche annunciavano una emozione vera, certa, autorevole. 

È andata via senza clamore. Pur sapendo. Credo che si trascini dietro un pezzo di Calabria che voleva rimascere e che ha creduto fermamente ad un vero rinascimento calabrese senza alcuna mera prassi ideologica. 

Una donna che aveva il coraggio negli occhi e coerente con un pensiero preciso sul legame tra politica territorio e professionalità. La Calabria vera di Jole non aveva rivendicazioni politiche da attuare. Una tradizione culturale da affermare sì. 

Una donna grandezza tradizione bruzia! Jole Santelli. La lealtà come vita. La vita come forza. Il suo sorriso coinvolgeva. Io la ricordo con tanta ammirazione e dolcezza. Era così. Un esempio! Una donna vera che non ha mai tradito la cultura e la politica nella quale si era formata.  

Era riuscita a legare il senso di una rivoluzione liberale con la tradizione del riformismo in una visione, ripeto, mai ideologica ma sempre di pensiero forte. La Calabria dentro le ideologie si é sempre smarrita. Nella TRADIZIONE come rivoluzione può rinascere. Jole tutto ciò lo aveva ben compreso.

Pierfranco Bruni

redazione@corrierenazionale.net


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