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La pandemia della politica

Politica

I contagi per Coronavirus sono in progressivo aumento. La curva epidemiologica continua a salire giornalmente e le previsioni non tendono al “meglio”.In questo scenario drammatico e privo di concrete risorse, s’inserisce, Tanto per non cambiare, una politica insensata che lascia stupiti anche i più refrattari degli italiani. Il Parlamento è in “quarantena” non ci sono leggi da discutere né da varare entro fine anno. Funziona solo, ma a scartamento ridotto, l’Esecutivo con provvedimenti che dovrebbero tentare di contenere il contagio da Coronavirus.

 Il condizionale, ovviamente, è d’obbligo parchè gli effetti dei provvedimenti restrittivi che già ci sono, o che ci saranno, evidenzieranno i loro effetti col tempo. Intanto, l’encomia nazionale è precipitata e il rischio di disoccupazione s’è fatto drammatica realtà. Le “tutele” delle quali si parla e si scrive non sono state ancora pienamente applicate e “vivere” nella Penisola oggi è più difficile di ieri. E’ il nostro futuro che è ipotecato e lo sarà anche quando, e lo auspichiamo di cuore, la pandemia allenterà la sua tragica morsa.

 

 A circa otto settimane da fine d’anno, non ci sono previsioni capaci di reggere la devastazione del Coronavirus. I contagi aumentano e, pur con tutte le attenzioni, non si fermeranno. Quali scelte rimangono? Non ce ne sono e non ce ne saranno se non quando sarà operativo un vaccino che “blocchi” la diffusione virale. Ci vorranno mesi e non pochi. Intanto, convivere col Covid-19 non è semplice. Ma non ci sono altre scelte che quelle sin troppo note.

 La tutela della salute dovrebbe essere uno dei ruoli primari dello Stato. Ma come? La Pandemia, che non ha dato segnali di regresso in nessuna latitudine, condiziona il nostro comportamento sociale e vivere in comunità è più difficile che per il passato. Neppure noi ci sentiamo di fare dei pronostici. Non servirebbero. E’ la “Pandemia” della Politica che si sta rivelando “incurabile” e su quest’orizzonte le responsabilità ci sono e non di natura sanitaria.

Giorgio Brignola


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