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Va da sé (il senso illogico di una illogica informazione)

Politica

Una inarrestabile ondata di parapiglia, di allarmismo, di panico e anche di “bianche morti” si sta abbattendo sulle nostre teste come una grande spada da samurai, affilata e di ottima fattura.

Oggi, più di ieri, siamo convocati ad una responsabilità primordiale, inequivocabile: salvare, da morte certa, la nostra incolumità mentale.

Il nostro stato psichico è vivo, suo malgrado, all’interno di un immenso campo minato. Un’immensa radura che, fino all’altro ieri, era parsa come un celato campo di grano, prima della grassa mietitura. Rigoglioso e dall’essenza inebriante.

Questo triste e meticoloso studio si manifesta all’interno di un contesto meramente confusionario.

Quanti sono in grado di comprendere e dipanare il senso di una mappatura intrisa di indizi sempre più fuorvianti? Ci sarà, immancabilmente, il botto!

L’elemento che, a sua insaputa, aprirà la strada alla propria ombra sconclusionata e dilaniata dai raggi nucleari: è’ la criminale informazione. Questa è una amara constatazione delle imbeccate, errate e distorte, che ci vengono sfornate da fonti autoritarie, e non. Una accozzaglia di suggerimenti, indizi, vangeli apocrifi…

E, tutto, diviene ottimo condimento di una povera zuppa, ancorata lì, a riscaldarsi a fuoco lento, in una ancor più mesta ramata da fumo scuro.

Quanto può sopportare un essere umano questa carica emotiva?

Quanto, in tutto ciò, una mente, qualsiasi essa sia, potrà continuare ad essere razionale?

Dipende dal malato di turno, onnipotente, dei media sociali.

È la corsa di chi dice, prima di altri, il proprio malessere. E lo sputa, dissanguato, ai piedi del terrazzamento gremito da anime in pena.

E poi, cosa ci resta? Metterci in fila al solito botteghino.

Un biglietto, sperando che sia per le prime file, di questo estenuante e consunto spettacolo.

In coda alla propria anima.

Giacomo Loiacono


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