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Il governo e le responsabilità

Interviste & Opinioni

L’insufficiente efficacia delle norme adottate per contrastare il diffondersi dell’epidemia è responsabilità del solo Governo?

di Raffaele Vairo

La storia si ripete. Molti giornali, quelli cartacei e online, imputano al Premier Conte le conseguenze della tragedia che sta attanagliando l’Italia, l’Europa e il mondo intero. Quasi che il virus si sia introdotto in Italia e altrove per incapacità di Conte, di Speranza e di altri ministri del nostro Governo. Qualcuno è arrivato a dire che la tragedia italiana si chiama Conte (Christian Rocca). Secondo molti giornali italiani Conte navigherebbe nel buio per incapacità mentale, per non aver compreso la gravità dell’epidemia e, di conseguenza, per aver adottato provvedimenti che, invece di risolvere il grave problema dell’epidemia, lo aggraverebbero per mancanza di strategia circa la mobilitazione del Paese. E’ l’intervento  di Raffale Vairo , editorialista del quotidiano on line ‘Il Corriere Nazionale,’ www.corrierenazionale.net, diretto dal Dr. Antonio Peragine.

Sicuramente il Governo non si è mosso con la tempestività richiesta in simili casi. Conte si è trovato di fronte a una classe politica, di maggioranza e di opposizione, che non ha una visione chiara circa la circolazione del virus e la strategia per tamponarla. Anzi, la classe politica è preoccupata non per la salute del popolo italiano ma per le conseguenze che le decisioni del Governo potrebbero avere sul loro patrimonio elettorale. La verità è, bisogna prenderne atto, che, per un voto in più, alcuni capipartito venderebbero l’anima al diavolo.

A tanto si aggiungano le critiche, spesso infondate, della stampa e dei mezzi televisivi, che sembrano muoversi nella prospettiva di cambiare compagine governativa per consentire la divisione dei pani tra soggetti che dominano la nostra economia. Non da oggi. Da sempre. Con le conseguenze che tutti conosciamo: il sistema industriale abituato a vivere di provvidenze governative in assenza di una visione generale che imporrebbe investimenti per la ricerca, una parte della collettività abituata a vivere usufruendo di elargizioni statali, un’opposizione, interna ed esterna alla maggioranza, contraria a ogni decisione del Governo “a prescindere”.

Anche chi scrive ha ben chiari i limiti della strategia del Governo. Ma non ritiene che la responsabilità sia esclusivamente di Conte. L’attuale Confindustria, presieduta da Bonomi, vorrebbe che il Governo indirizzasse i provvedimenti economici esclusivamente in favore dei propri associati con la convinzione, non si sa quanto in buona fede, che solo le aziende sarebbero in grado di produrre possibilità di lavoro. I sindacati, convinti che a pagare le conseguenze delle ricorrenti crisi siano solo i lavoratori, chiedono l’adeguamento dei salari al costo reale della vita minacciando scioperi in caso di mancato accoglimento delle loro richieste.

L’incapacità delle strutture sanitarie pubbliche ad affrontare l’emergenza non è frutto del malgoverno Conte, ma il risultato di politiche dissennate che hanno favorito strutture sanitarie private e incoraggiato la corruzione che ha sottratto ingenti risorse alle strutture pubbliche.

Attacchi ingiustificati anche alla ministra della pubblica istruzione per la fatiscenza delle strutture scolastiche e per l’insufficiente organico del personale scolastico che sono problemi risalenti nel tempo, almeno trenta/quaranta anni, che la ministra sta cercando di risolvere nonostante l’insufficienza delle risorse economiche disponibili.

Le istituzioni dello Stato, Regioni, Province e Comuni, che, nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica a una maggiore coesione sociale, si oppongono a ogni proposta governativa nel timore di vedere compromessi i poteri loro assegnati dalla Costituzione, non concorrono affatto a migliorare i provvedimenti addottati in sede centrale. L’Europa, frammentata nei suoi componenti, non si cura di assumere su di sé la responsabilità del coordinamento delle attività di contrasto all’epidemia, ignorando che non è un problema circoscritto in un solo territorio. I singoli cittadini che, stanchi delle limitazioni imposte dal Governo centrale, si lasciano guidare da personaggi appartenenti a ben individuati movimenti politici e malavitosi a una protesta violenta che produce solo danni a cose e persone.

Insomma, è lecito addebitare la responsabilità degli scarsi risultati del contrasto all’epidemia al solo Governo? Io ritengo di no. Tutti noi ne siamo contributori.

Raffaele Vairo

Editorialista de Il Corriere Nazionale

www.corrierenazionale.net


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