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Ue, il Parlamento approva la riforma agricola e dice sì ai “veggie burger”

Ambiente & Territorio

Diritti d’autore  Martin Meissner/AP
 

I cambiamenti climatici non risparmiano nessuno, men che meno il settore agricolo. La riforma della Politica agricola comune, la cosiddetta PAC, approvata oggi dal Parlamento europeo, nelle sue intenzioni, tenta di aggiustare il tiro puntando ad una filiera di produzione e consumo più sostenibile. La riforma prevede però anche dei tagli, poiché all’agricoltura va ben un terzo dell’intero budget europeo.

Nel nuovo piano il 10% dei fondi verrà assegnato alla tutela della biodiversità, il 35% a misure ambientali e climatiche e il restante andrà ai finanziamenti diretti alle aziende con un sistema che premia la sostenibilità.

Per gli eurodeputati verdi, però, questa riforma non è abbastanza ambiziosa.

“L’agricoltura oggi fa parte del problema e non delle soluzioni della crisi climatica – afferma Thomas Waitz, eurodeputato austriaco dei verdi -. Per diventare la soluzione dovrebbe trasformare il sistema della produzione industriale e gli allevamenti intensivi. Al momento – aggiunge – l’agricoltura produce Co2 invece di ridurla. Eppure basterebbe utilizzare dei fertilizzanti biologici per stoccare l’anidride carbonica nel sottosuolo. Finora quest’enorme potenziale non è stato ancora sfruttato”.

Ma altre forze politiche ricordano le difficoltà reali che affronta il settore agricolo, come l’eurodeputato italiano sudtirolese di centrodestra Herbert Dorfmann: “Bisogna trovare un equilibrio tra gli interessi degli agricoltori da una parte e gli interessi dei cittadini e dei consumatori dall’altra – afferma Dorfmann -. A questo proposito vorrei ricordare ai consumatori di non poter pretendere che i prodotti siano sempre più sani, locali, sostenibili e poi andare al supermercato e comprare gli alimenti più economici. Questo è del tutto illogico. “

Gli europarlamentari hanno poi votato a favore dei cosiddetti “veggie burger”, respingendo gli emendamenti che volevano limitare l’uso delle denominazioni di carne solo ai prodotti di origine animale. Solo i prodotti che utilizzano latticini possono essere etichettati invece come latte, burro o yogurt.

La riforma entrerà in vigore nel 2023, ma prima dovrà essere discussa con il Consiglio e la Commissione europea.


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