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Dl ristori bis, platea ampliata e fondo emergenze per le nuove zone rosse

Politica

Ristori raddoppiati per le attività chiuse nelle zone rosse, con un allargamento degli aventi diritto e un fondo emergenze per chi dovesse entrare nelle aree in lockdown. Stop alla seconda rata Imu, credito di imposta al 60% sugli affitti di ottobre, novembre, dicembre, sospensione dei contributi previdenziali per i dipendenti e il rinvio dei versamenti per chi i contribuenti Isa. Sono alcune delle novità del decreto ristori bis messo a punto dal governo con uno stanziamento di poco meno di due milioni di euro per venire incontro ai titolari di quelle attività che subiranno le conseguenze delle misure restrittive più stringenti introdotte dal nuovo Dpcm.

“Serve liquidità, lo sappiamo. Ci siamo resi conto che i ristori già liquidati erano modesti, li abbiamo raddoppiati e moltiplicati”, assicura il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. E aggiunge: “è chiaro che un ristoratore costretto a chiudere non è contento. Mi rendo conto che per chi ha adottato protocolli, misure di sicurezza ora chiudere è penalizzante: ma nonostante tutto quello che abbiamo fatto la pandemia è arrivata. Ne usciremo ma dobbiamo introdurre misure graduate”.

In tutto si tratta di due miliardi, finanziati in parte – 1,6 miliardi – con l’ultimo decimale di margine di deficit previsto dalla Nadef, e con 300 milioni recuperati negli avanzi di bilancio. Bar, gelaterie riceveranno il doppio e non il 150% dell’importo incassato prima dell’estate con il decreto Rilancio. Così come i ristoranti e i negozi chiusi in fascia rossa.

Sono previsti ristori anche per musei, centri commerciali e trasporti. Ma potrebbero essere estesi ulteriormente a categorie come i fotografi, le lavanderie industriali e altre.

Inoltre ci sarà un fondo ad hoc per mettere ulteriori risorse in caso di variazioni tra zone gialle, arancioni e rosse. “Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni di euro”, dichiara il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. “Avevamo detto che saremmo stati in grado di far arrivare sui conti correnti i primi ristori per il 15 di novembre, in realtà arriveranno già lunedì e martedì prossimi”.


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