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Marthe Robin, Venerabile secondo papa Francesco. Ma non aveva capito il Vangelo

Arte, Cultura & Società

 

 Dovrebbe essere ormai vicina la beatificazione della fondatrice dei Focolari della Carità. La faranno beata, poi santa, ma del Vangelo aveva capito assai poco.  Marthe Robin, sesta figlia di modesti contadini di Chateauneuf-de-Galaure, nacque il 13 marzo 1902. All’età di 16 anni fu colta da encefalite letargica, male che dopo qualche anno finì per paralizzarla completamente. Nel 1926 si aggravò al punto da ricevere l’estrema unzione. Ma non morì grazie all’apparizione di santa Teresina di Lisieux che le rivelò di non essere giunta alla fine della sua vita, ma di dover assumere una precisa missione nel mondo. E così, fortuna nella sfortuna, grazie a Teresina, non campò fino al 6 febbraio del 1981? Eppure “per 50 anni consecutivi non mangerà più e non berrà più; le verranno inumidite le labbra con acqua o caffè e nutrirà soltanto più l’anima con l’Eucaristia; tuttavia l’Ostia non veniva inghiottita, ma spariva letteralmente e inspiegabilmente tra le sue labbra e molte persone furono testimoni di questo inspiegabile fenomeno” (Cristina Siccardi, Santi, Beati e Testimoni). Sicuramente, grazie alla magia di santa Teresa di Lisieux. O forse di ostie ne sparivano ad etti sulle sue labbra?
 Nel 1930 Marthe vide Cristo, che le chiese: «Vuoi essere come me? ». Ed ella rispose: «Il mio io sei tu. La mia vita sia la riproduzione perfetta e incessante della tua vita». Ma vi pare? Marthe sognò un Cristo che aveva ben poco da spartire col Cristo del Vangelo. Gesù i paralitici, stando al racconto degli evangelisti, li guariva, li faceva camminare, per quale assurdo motivo avrebbe dovuto chiedere ad una sventurata inutili sacrifici? Gesù cercò di non coinvolgere altri nel proprio sacrificio: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano» (Gv 18, 8).
Marthe sognò un Dio dispensatore di sofferenze: «Quanto mi avete fatto male, mio Dio! Vi amo! Abbiate pietà di me! ho male nell’anima, nel cuore, nel corpo; la mia povera testa sembra rotta. Non so più niente, se non soffrire». Ma subì anche vessazioni diaboliche. Botte da orbi da Dio e botte da orbi dal diavolo. Diversi santi hanno creduto in questa collaborazione divino-satanica. Come ogni santa che si rispetti, Marthe ricevette anche l’omaggio delle stimmate.
Il 7 novembre 2014 papa Francesco la dichiarò Venerabile. Così va il mondo.

Renato Pierri

P.S. 
“Santa o truffatrice? La Francia si divide sulla mistica Marthe Robin”, è il titolo di un recente articolo di Anais Ginori, su La Repubblica (14 ottobre). 
 
 

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