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L’agriturismo in Campania è orgogliosamente donna

Campania

di Myriam Di Gemma 

Se ne sono accorti al Sud, finalmente. E’ la terra che porta ricchezza, rilanciando l’economia e l’occupazione.

In Campania, secondo gli ultimi dati Istat, c’è una disponibilità di 21 mila coperti per la ristorazione e quasi 5000 posti letto per un fatturato annuo medio di 26 milioni di euro.

Ma ciò che sorprende di più è che a scommettere sull’agricoltura, e a coglierla come grande opportunità di lavoro, è ben il 51% delle donne.

Proprio così: l’agriturismo in Campania è orgogliosamente donna.

Si rimettono in gioco, spesso dopo un percorso lavorativo deludente, si rimboccano le maniche e accettano sfide nei campi con gli stivali, pronte a seminare e a far crescere orti rigogliosi e a diventare manager della ristorazione e accoglienza restaurando fattorie, case coloniche, vecchi fienili.

Il rilancio dell’economia rurale campana (prima del Covid) è dovuto anche grazie alla caparbietà di donne cazzute come Annalisa, Fabiana e Gabriella.  Chi sono? Ecco le loro storie.

LA PAMPA RELAIS A MELIZZANO – La proprietà di questa “reggia” immersa nel Parco Naturale del Taburno, nel Sannio, è dell’imprenditore napoletano Francesco Izzo, ma la manager di tutto (e lo diciamo noi, perché lei è persino umile) è la trentenne Annalisa Manna. Entusiasta del suo lavoro, Annalisa è un tutt’uno con La Pampa, che nasce 10 anni fa.  Vigneti, uliveti, campi di grano e quattro orti, di cui uno a forma di anfiteatro, in 14 ettari, oltre al ristorante e all’albergo con spa, dando lavoro a 22 unità. Il “must” è sostenibilità: aver creato un orto a forma di anfiteatro, “consente – spiega Annalisa – di ottimizzare la resa del terreno argilloso, evitando una dispersione d’acqua, e riuscendo incredibilmente ad avere una maggiore produttività”.

La coltivazione è rigorosamente biologica, perché “il cibo sano – come recita una frase nel sito – è un diritto per ogni uomo di questa Terra”.

Nutrirsi con cibi genuini e coltivati con tecniche non invasive per l’ambiente: è questo il vero segreto per assicurare longevità all’essere umano, alla flora e alla fauna terrestre. E su questo la manager de La Pampa, non transige. E’ un’ambientalista convinta, e vivaddio che ce ne sono, perché riusciranno a cambiare con piccoli step (ma risolutivi) il mondo. In questo luogo incantevole, si producono le famose tisane con brand autoctono. “La più richiesta – confida Annalisa – è quella tonica a base di equiseto, timo rosmarino e melissa. Sono tutte piante officinali coltivate da noi”. Ma si producono anche confetture, olio evo bio, sottoli, conserve e tre tipologie di vino, di cui il più venduto a livello nazionale è il Pegaso. L’ultima novità, creata dallo chef Antonio Palmieri, è il sugo pronto a base di conciato romano. Anche se ce ne sono di varie tipologie che possono essere ordinate anche online. Infatti, il sito è strutturato con la sezione e-commerce. La tecnologia, dunque, è di grande supporto, e consente inoltre di aumentare gli zeri per l’export campano.

Non finisce qui, perché si allevano allo stato semibrado   mucche di pezzata rossa, maialini neri casertani e cavalli. Sembra che non manchi nulla in questo “sogno ad occhi aperti”. E invece il Covid ha bloccato, la realizzazione di un mulino. “Sono fiera del mio lavoro”, dice Annalisa con gli occhi che le brillano. “La passione di tutti noi, crea il successo di questa bellissima realtà imprenditoriale”.

MASSERIA SARDO A POZZUOLI – Una location mozzafiato a riva del Lago d’Averno. Di origine vulcanica, il terreno circostante vanta un humus invidiabile per coltivare qualunque prodotto. E le sorelle Fabiana e Gabriella Barbati, hanno avuto la fortuna di ereditare dalla mamma una casa colonica del ‘700 proprio in riva al lago. Realizzata in tufo, l’architetto, 5 anni fa, ha sapientemente pianificato la ristrutturazione rispettando la natura dell’edificio. Tre ettari e mezzo di terreno con orti, un agrumeto, e ristorante. Un posto straordinario dove le sorelle manager assecondano la Natura, esaltandola. E soprattutto Fabiana, reduce da un lavoro in città statico e noioso (curava la sezione amministrativa di un’azienda), decide di sfidare il futuro rinunciando al “posto fisso”, e diventando imprenditrice di se stessa. “Sono rinata – ammette – la mia pelle era esposta alla luce artificiale moltissime ore. Ristrutturando la proprietà di mamma, sono entrata in contatto con la Natura 24 ore su 24, ed è stato come rigenerarsi”.

 Gabriella è la mente creativa in cucina: chef da oltre 10 anni prepara piatti stagionali, come “Orto in tempura”

(foglie di cavolfiore, verza, rape, bietola, cavolo nero  con salsa agro piccante), fettuccine Altrograno con talli di zucchine, alici e olive stagionate oppure il trancio di ricciola in foglia di fico con crema di melanzane affumicate e erbe spontanee. Ma una chicca sublime è il dessert: cannolo di pacchero soffiato con ricotta di bufala, nocciole di Avella e confettura di fichi neri.

Dalle sue mani nascono anche limoncello, liquore al mandarino, all’arancia, agli agrumi misti, alla clementina, al basilico e liquirizia.

I prossimi progetti in cucina? “Tre propositi: valorizzare –  spiega Gabriella – le colture autoctone e le piccole produzioni artigiane locali; veicolare la cultura del cibo sano, ottimo e giusto attraverso l’etica della selezione del prodotto unita alla libertà espressiva; ottenere nuovi sapori dall’unione di ingredienti del territorio”.

La Masseria è dotata di alcune stanze per il B&B e c’è il singolare “Agribar” nell’agrumeto. Qui si servono anche aperitivi analcolici per bambini. Le sorelle Barbati hanno fatto la richiesta per iscriversi all’Albo Regionale delle Fattorie Didattiche e da qui nasceranno nuove sinergie con le scuole. Inoltre, Fabiana vuole portare la cultura in campagna, ospitando eventi mostre, teatro, concerti e attività ludiche, perché ha capito perfettamente una cosa: bisogna sedurre il turista o il visitatore non solo prendendolo per la gola, ma soprattutto ossigenandogli l’anima.

Tornando indietro a 5 anni fa, rifareste la stessa cosa ossia aprireste ugualmente questa attività? E all’unisono, Fabiana e Gabriella rispondono: “Sì, assolutamente!”

Che siano di esempio le storie di queste donne campane, che, con la loro determinazione, hanno rivoluzionato la vita professionale e personale, riqualificando il territorio e dando lavoro.

Perciò, caro disoccupato che stai leggendo, se ti venisse detto in senso spregiativo “Vai a zappare la terra!”, prendilo come un augurio.

 


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