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Alfonso Bottone: “La Cultura ha bisogno di fare comunità”

Arte, Cultura & Società

Intervista di Stefania Romito al Direttore organizzativo di …incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo

di Stefania Romito

Alfonso Bottone, giornalista, scrittore, editore, nonché Direttore organizzativo di …incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo. Un’interessante iniziativa culturale che ha celebrato la XIV edizione dal 1 luglio al 3 ottobre scorsi, nata negli incantevoli scenari paesaggistici della Costiera Amalfitana e che ha registrato anche quest’anno, nonostante le difficoltà legate al Covid 19, un significativo successo.

Come sei riuscito ad ottenere questo importante risultato in un momento piuttosto arduo per il settore culturale che vede penalizzare gli eventi dal vivo?

Probabilmente andrò controcorrente, ma credo di non aver fatto nulla di eccezionale, di coraggioso, di eroico. Nient’altro che normalità. Sono e resto convinto che gli eventi all’aperto, nel rispetto delle norme anti Covid, non “fanno male”. Sono invece necessarie all’anima e alla mente, che hanno bisogno del loro nutrimento.

In una precedente intervista hai dichiarato che la “cultura ha bisogno di piazze e non di muri”. Alludevi forse al fatto che i muri, sia ideologici che fisici, impediscono la condivisione di emozioni e sentimenti e reprimono, quindi, il nostro diritto alla libertà?

Quelli della mia generazione, che avevano intorno ai 30 anni quando è stato abbattuto il Muro di Berlino, inneggiarono al trionfo della libertà. Abbiamo vissuto nella primavera scorsa poco più di due mesi in lockdown totale, e in tantissimi lo vivono anche oggi, ma ciò che ci divideva o ci divide dalla libertà è stato ed è anch’esso un muro, quello delle nostre case. Quando nel mese di maggio il lockdown è terminato, abbiamo di fatto abbattuto quel muro. E sentivamo, tutti, la necessità di fare “piazza”. La 14sima edizione di …incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo ha registrato numeri importanti ed una presenza molto partecipata di pubblico nel corso dell’intera durata del festival. La Cultura non ha bisogno di teatri, cinema, musei, spazi d’arte, biblioteche, e aggiungo anche scuole, chiuse, la Cultura ha bisogno di “fare comunità”. E un Paese che nega questo è un Paese in declino.

Tu sei autore di diversi libri, tra cui il recente “Maria storie di ragionevole follia” (edito da Terra del Sole Edizioni), un romanzo in cui si rivendica il diritto nell’assecondare la propria natura senza mai tentare di rinnegarla. Un inno alla nostra vera natura, ma anche un inno alla libertà. Un libro in grado di oltrepassare qualsiasi “barriera”. Un antidoto contro il lockdown, dunque?

Maria storie di ragionevole follia non è stato pensato in tempo di lockdown, anche se uscito immediatamente dopo, ma è sicuramente un inno alla libertà, alla “necessità” di rischiare, al non ritrovarsi i “rimpianti” come compagni di viaggio, nella più classica tradizione bukowskiana, a cui questo romanzo come i miei precedenti attinge. Quanto manca un intellettuale fuori dal coro, fustigatore della società senza peli sulla lingua, come l’immenso Bukowski ai nostri tempi! Se posso dirlo con Amalia Mancini, autrice di uno splendido saggio sulle “emozioni private” di Lucio Battisti: “Il romanzo di Alfonso Bottone resta straordinariamente impresso nella memoria tattile e visiva, con (…) l’eco di una riaffiorante nostalgia della semplicità della vita che bisogna prendere per quella che è senza offenderla mai, con  la consapevolezza e la libertà del “no, non ci sto!”. Il non ci sto al divieto di assaporare il gusto dolce della follia, quando a dirlo nel profondo spazio dell’anima sono i grandi uomini, anche se i più grandi uomini sono soli”.

In che misura credi che la cultura, e in particolare l’amore per la letteratura, possa essere d’aiuto nel superare il difficile momento che stiamo vivendo?

Per rispondere faccio ricorso alle parole del filosofo francese, ormai quasi centenario, Edgar Morin: “Se fossi guidato solo dal lume della ragione, dovrei dire che siamo sull’orlo dell’abisso. Ma nella storia dell’umanità esiste l’imprevisto, quel fatto inatteso che cambia il corso delle cose. Ecco perché in fondo sono ottimista”. La Cultura nella storia dell’Uomo rappresenta sempre quell’imprevisto, quel fatto inatteso che cambia il corso delle cose. E anch’io, come Morin, resto ottimista.

Ritieni che gli eventi on line possano costituire realmente una valida alternativa agli eventi culturali dal vivo?

Premetto, e credo si sia capito abbastanza, che amo poco eventi dietro ad un computer. In questi giorni stiamo lavorando alla realizzazione in presenza della XV edizione di …incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo che, con il fattivo supporto delle Amministrazioni comunali della Costa d’Amalfi, delle Istituzioni, delle Associazioni, degli operatori culturali ed economici, si snoderà dal 21 maggio all’11 luglio 2021 sui sagrati delle chiese e nelle piazzette, negli edifici storici e nei musei civici, nei giardini panoramici e lungo i sentieri collinari, nelle librerie e nei centri di cultura della “divina” Costiera, e anche di Salerno e dell’Agro. Resto convinto, come il grande maestro Claudio Abbado, che “la cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedotti”.

redazione@corrierenazionale.net 

s.romito@corrierepl.it 


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