fbpx

Maria Edgarda Marcucci sorvegliata speciale

Cronaca

sorvegliata speciale

Edgarda ‘Eddi’ Marcucci, 29 anni, ha come ‘colpa’ quella di essersi unita nel 2017, in Siria, alle milizie curde che combattevano lo Stato Islamico. 

In aula – ha dichiarato Edgarda Maria Marcucci – sono stata dipinta come una sorta di combattente specializzata, un pericolo per chiunque abbia la sfortuna di trovarmi sulla sua strada. Sono basita. Questa e altre argomentazioni confermano l’inconsistenza del procedimento e, purtroppo, la consistenza del problema degli organi giudiziari e polizieschi di Torino, che sono completamente fuori controllo”.

    Oggi a Torino si è tenuta l’udienza per l’appello contro l’applicazione della sorveglianza speciale decisa dai giudici lo scorso 17 marzo, su richiesta di Procura e Questura, nei confronti di Edgarda ‘Eddi’ Marcucci, 29 anni, la ragazza che ha come ‘colpa’ quella di essersi unita nel 2017, in Siria, alle milizie curde che, fra l’altro, combattevano lo Stato Islamico.

    Nel marzo 2020, mentre l’Italia entrava in Lockdown, con Eddi, Paolo Andolina, Jacopo Bindi, anche loro rientrati in Italia dopo aver combattuto l’Isis, ricevevano il verdetto dal Tribunale che ha respinto le restrizioni per Jacopo e Paolo. Mentre Eddi – l’unica donna – è stata la sola ad essere considerata “socialmente pericolosa” e messa nell’ambito delle misure di “sorveglianza speciale”. Il pubblico ministero sostiene che da quando Eddi ha imparato a maneggiare le armi in Rojava, probabilmente le userebbe in Italia.

    La Procura di Torino a marzo ha emesso una misura di “sorveglianza speciale” di due anni contro Maria Edgarda Marcucci (Eddi), accusata di essere “socialmente pericolosa”, questa ordinanza, limita la sua libertà di movimento e di riunione, costringendola a rimanere a casa tra le 21 e le 7, impedendole di lasciare Torino o di incontrare più di cinque persone e limitandole l’accesso agli spazi pubblici compresi supermercati e bar.

    Davanti all’ingresso del palazzo di giustizia del capoluogo piemontese, diverse persone hanno voluto dimostrare la propria solidarietà alla ragazza prima dell’udienza.

Da Avanti! online

www.avantionline.it/

       


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE