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“La miglior difesa contro il coronavirus? Rinforziamo il nostro sistema immunitario” dichiara il prof. Giuseppe Zora

Cronaca

Intervista di Stefania Romito al prof. Giuseppe Zora, fautore della immunoterapia, medico chirurgo specialista in oncologia

Prof. Zora, lei è medico chirurgo, specialista in oncologia. E’ stato docente del Corso di Perfezionamento in Medicine non Convenzionali e Tecniche Complementari presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano ed è specializzato in trattamenti biologici e immunologici. In questo periodo di emergenza sanitaria quali suggerimenti si sente di dare per renderci più forti nel contrastare il coronavirus ?

Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo quando andavo a prestare la mia opera di medico gratuitamente presso la sede romana dell’Organizzazione di Don Gelmini sita in Viale Giulio Cesare per Pazienti che avevano contratto l’infezione HIV. Anche in questo caso si era innanzi a un virus sconosciuto, probabilmente sfuggito da laboratori  militari in USA , anche in questo caso si brancolava nel buio addossando la causa dell’infezione e della sua trasmissione alle scimmie prima, poi ai gatti, poi ai gay e così via, anche in questo caso si era in presenza di un virus mutante per cui ancora oggi dopo circa 30 anni, non esiste un vaccino. Il mio compito era quello di potenziare il Sistema Immunitario dei Pazienti, quasi tutti ex tossicodipendenti e quindi immunodepressi, utilizzando prodotti biologici privi di effetti collaterali. Infatti il potenziamento immunologico era certamente fattibile in quella fase di malattia (HIV) prima che si instaurasse la Sindrome vera propria, ovvero l’AIDS, perché a quel punto poteva essere controproducente agire sul Sistema Immunitario che era già considerevolmente “stressato”. I Ragazzi rispondevano bene, con miglioramento dei sintomi, quali l’astenia e a volte anche l’anoressia, e dei valori immunologici. E quando ciò non accadeva, con i Ragazzi con cui avevo instaurato un rapporto più confidenziale, li sollecitavo ad andare via, a prendersi, se possibile, una vacanza nei paesi caldi. Quelli che riuscivano a farlo tornavano dopo 6-9 mesi con valori decisamente migliori a tal punto da sembrare totalmente guariti. La stessa cosa si deve fare per il COVID 19,  ovvero intervenire in maniera biologica, naturale, a tappeto e subito, sia nei sieropositivi che nei siero negativi e asintomatici, potenziando il Sistema Immunitario in maniera adeguata senza creare ulteriori danni all’organismo ospite già sicuramente provato. Non vi è dubbio che la Medicina e la Scienza in tutto il mondo siano alla ricerca dell’antidoto “giusto” e,  nell’attesa e prima che possano manifestarsi i sintomi , abbiamo la possibilità di fortificare le barriere naturali che abbiamo a disposizione. Sono stati infettati dal COVID 19 soggetti fortemente immunodepressi, come gli Anziani, lo scrittore Terenzio Afro così scriveva “Senectus ipsa est morbus”, i portatori di patologie degenerative, i malati di cancro a causa delle terapie immunosoppressive, i trapiantati e così via. È su questa ampia popolazione di individui che il COVID 19 ha mietuto vittime in tutto il mondo perché la loro reazione immunitaria è stata bassa o insignificante. Allora quale migliore possibilità di effettuare una vera Prevenzione terapeutica difendendo tali soggetti attraverso la attivazione del Sistema Immunitario.

Resilienza, immunità e PNEI sono i tre fattori fondamentali grazie al cui coordinamento siamo in grado di combattere gli attacchi degli agenti patogeni esterni. Ci vuole spiegare perché sono così importanti e come agiscono nel nostro organismo?

Nel 1970 ero ancora studente quando a mia Madre diagnosticarono un cancro mammario in fase avanzata che era stato da lei trascurato, fu operata e le diedero sei mesi di vita, proponendole una chemioterapia palliativa . Mia Madre rifiutò e mi disse che non voleva farsi annichilire da trattamenti chimici tossici, ma mi disse anche che questa volta non avrebbe dato spazio alla malattia e che avrebbe reagito contrastandola con tutte le sue forze e con la sua volontà, affrontandola a viso aperto. Mia Madre dopo quei sei mesi è vissuta altri 31 anni ed è morta a 87 anni nel 2001 per altra causa. Mi sono sempre portato nella mente e nel cuore ciò che involontariamente mi ha insegnato mia Madre, ovvero che la psiche, la volontà, la determinazione sono fondamentali contro il cancro ma anche contro qualunque altra malattia comprese le patologie virali. Quindi ho capito che questi  tre caposaldi della nostra vita diventano determinanti per accompagnarci alla “vittoria”, ovvero la Resilienza, l’ Immunità e la PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia). La prima, la Resilienza, è la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici , quindi di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà e di risollevarsi. La seconda, l’Immunità, è la capacità innata e poi anche acquisita che ha  ognuno di noi di combattere nemici sia interni che esterni, ovvero la capacità di distinguere tra self e non-self. E infine la PNEI, ovvero il coinvolgimento della psiche, del cervello, degli ormoni e delle nostre difese allo scopo di ripristinare ciò che è stato alterato, in un sincronismo di azione che non ha pari. Ma guai infondere “paura” nei soggetti compromessi ed esposti alle malattie perché c’è il rischio concreto che crolli la loro autostima e il loro Sistema Immunitario. Si rischia di creare un percorso autodistruttivo che porta non solo alla malattia ma ancor peggio alla consapevolezza di non potercela fare. Non c’è malattia, non c’è degenerazione e non c’è alterazione che possano resistere a ciò che l’organismo ha deciso di ripristinare e quindi di risistemare. Ma questo noi tutti dobbiamo volerlo più di ogni altra cosa e non dobbiamo far sì che niente e nessuno possa interferire in questo fisiologico e meraviglioso meccanismo di risoluzione.

Vi sono diversi principi attivi in grado di agire sul nostro sistema immunitario, alcuni a funzione antigenica e altri a funzione immunogenica. Quali sono preferibili e perché?

Posso affermare che ogni giorno mi viene chiesto cosa poter assumere di naturale per contrastare la malattia virale stagionale, e ancora più adesso che ci troviamo a dover fronteggiare un malattia virale sconosciuta fino a pochi mesi fa. Mi viene chiesto quale possa essere la migliore “Prevenzione” e in verità non c’è alcuna differenza tra il prevenire l’influenza stagionale o il COVID 19,  ripeto “nessuna differenza”. In entrambi i casi è fondamentale e determinante “attivare il nostro Sistema Immunitario”. Molte sono le sostanze naturali e biologiche in grado di creare una risposta immunitaria, ma solo antigenica, ovvero una semplice reazione all’introduzione di un antigene, diciamo così di un ospite non voluto, per cui il tutto finisce con la distruzione dello straniero, con la relativa fagocitosi di ciò che rimane e infine con la eliminazione. Ben altra cosa è la reazione immunogenica che può essere effettuata soltanto da determinate sostanze di alto peso molecolare capaci di mettere in moto una reazione immunologica (immunogenicità) regolata anche dalla presenza di siti recettoriali tali da essere captati dal Sistema Immunitario per avviare la risposta. Ecco perché è preferibile utilizzare sostanze ad azione immunogenica.

Quali sono i più efficaci prodotti fitoterapici a funzione immunogenica in grado di attivare e modulare il nostro sistema immunitario?

Oggi le sostanze più utilizzate ad azione immunogenica, quindi in grado di creare una risposta immunologica duratura  e continua nel tempo, sono anche quelle più studiate e per le quali esistono studi scientifici e clinici che ne attestano l’efficacia.  Fra queste sicuramente gli LPS (Lipopolisaccaridi) estratti per lisi dei batteri gram-negativi, utilizzati con ottimi risultati anche in oncologia oltre che per contrastare le patologie batteriche e virali;  il Viscum album (estratto dalla pianta del vischio) che in questi ultimi anni è stato ampiamente studiato per i suoi apprezzabili effetti in oncologia; la Vitamina C ad alti dosaggi per via orale, e ancora meglio per via endovenosa, vedi gli studi effettuati dal premio Nobel Linus Pauling; le Alghe unicellulari e  in particolare l’alga Klamath. Tutte queste sostanze sono in grado di agire sul Sistema Immunitario sia sulla parte umorale (anticorpi) che su quella cellulare. Entrambe le  parti  sono strettamente legate fra loro e in grado di espletare una azione combinata ed eccezionale in grado di non dare scampo al nemico di turno. I virus sono comparsi sulla terra molto, ma molto prima dell’Uomo per cui se l’Uomo è riuscito a sopravvivere al loro attacco, è perché è riuscito a dotarsi di un Sistema Immunitario  potente e diversificato. Se oggi non riusciamo a combattere le malattie da quelle infettive fino al cancro, è perché lo stile di vita  e l’alimentazione hanno condizionato la nostra capacità di difesa e di attacco.

In che misura la medicina nutraceutica può essere importante come terapia di prevenzione antivirale e come terapia integrativa nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia e a radioterapia?

Come nasce la Nutraceutica ?  Lo dobbiamo agli studi effettuati dal dottor Stephen de Felice che nel 1989 coniò il termine Nutraceutica, nutrizione e farmaceutica, che diviene una vera e propria disciplina che indaga i componenti o i principi attivi degli alimenti con effetti positivi  per la salute, per la prevenzione e per il trattamento delle malattie in genere. È la prima volta che principi attivi naturali vengono studiati per la loro attività farmacologica e gratificati per le loro prerogative terapeutiche:  è un balzo in avanti della Medicina naturale davvero enorme. Non più e non solo medicina chimica ma anche l’utilizzo di principi attivi naturali in grado di agire sulla salute. È l’uscita dalla ghettizzazione durata più di  mezzo secolo. La Nutraceutica di ultima generazione utilizza principi attivi validi nella prevenzione delle malattie e in particolare in quelle infettive, vedi batteri, virus e funghi. La sua azione è stata ulteriormente potenziata dall’ utilizzo di contenitori diversi rispetto alle solite capsule e compresse, bensì gel (sospensioni gel) in grado di contenere più principi attivi contemporaneamente e di proteggerli dal passaggio gastrico per condurli indenni a livello intestinale, ove avviene l’assorbimento delle sostanze attive. Tale tipo di nutraceutica  insieme ai trattamenti biologi sono ormai ampiamente utilizzati in campo oncologico allo scopo di limitare i danni delle terapie immunodepressive, vedi chemioterapie e radioterapie, ma anche per migliorare la perfomance clinica degli stessi Pazienti e ricercare un’azione contro la malattia oncologica una volta ultimate le terapie convenzionali.

s.romito@corrierepl.it

redazione@corrierenazionale.net

 

 

 

 


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