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Francia, impennata di contagi in Savoia: è il dipartimento più colpito

Estero

Di Joël Chatreau  & Antonio Storto

 

Un paziente, proveniente dal distretto sanitario ormai saturo di Lione, viene trasferito nell’ospedale Hautepierre di Strasburgo, Francia   –   Diritti d’autore  Jean-Francois Badias/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Il tasso di incidenza della malattia da nuovo coronavirus in Savoia è attualmente due volte e mezzo superiore rispetto alla media nazionale, con oltre 1.100 persone dichiarate positive ogni 100.000 abitanti e 448 pazienti attualmente in cura in ospedale, a fronte dei 130 registrati al picco della prima ondata. Anche la mortalità è aumentata, con 127 decessi già registrati negli ospedali, contro i 68 della scorsa primavera. Anche nelle Rsa locali il numero dei morti ha appena superato quello registrato nella prima ondata: allora i decessi furono 31, soglia che ora è già stata sorpassata con il 32esimo appena registrato.

Francia, tasso d’incidenza del Covid-19 registrato per dipartimento

“Stanno minimizzando la gravità dell’infezione”

Il dottor Olivier Rogeaux, infettivologo del Centre Hospitalier Métropole Savoie – che ha ospedali a Chambéry e Aix-les-Bains – ha confidato la sua perplessità all’Agenzia France-Presse: “Siamo in cima alle classifiche nazionali del contagio – ha spiegato – e a questo punto vorremmo una spiegazione razionale in merito a questo.

Le autorità sanitarie, in effetti, una prima bozza d’ipotesi l’hanno formulata. Stando alle loro rilevazioni, i protocolli di protezione e l’uso delle mascherine sarebbero stati presi eccessivamente sottogamba sia in contesti familiari o durante le riunioni con gli amici, che in situazioni come le pause caffè nelle aziende i cui dipendenti non sono in telelavoro”.

“La prima ondata ha fatto pochi danni qui, e ora i residenti stanno sottovalutando la gravità dell’infezione, quando in realtà il numero di morti è già più alto rispetto al picco assoluto della scorsa ondata”
Olivier Rogeaux, infettivologo al Centro ospedaliero Métropole Savoie 

“Traboccamento” dalla Svizzera?

Ma i funzionari regionali della sanità pubblica in Francia hanno anche altre ipotesi.

In primo luogo, la regione Auvergne-Rhône-Alpes – che comprende la Savoia – ha nel suo complesso un livello molto elevato di positività al covid. Questo dipartimento sud-orientale, inoltre, è molto vicino al cantone svizzero di Ginevra, dove il tasso di incidenza è spettacolare, con più di 2.580 positivi ogni 100.000 abitanti.

LAURENT GILLIERON/AP
Tamponi effettuati con il sistema drive-in a Yverdon-les-Bains, Svizzera, il novembre 2020LAURENT GILLIERON/AP

Proprio la Svizzera, che ha tenuto finora un approccio tra i più stoici e liberali alla pandemia (l’uso obbligatorio di mascherine negli spazi al chiuso è stato introdotto appena 3 settimane fa) è oggi uno dei paesi che riportano le situazioni più drammatiche nel mondo. Dopo aver superato pressoché indenne la prima ondata, il tasso di incidenza della malattia è arrivato ora a sfiorare il 27 per cento della popolazione.

Il mese scorso aveva fatto impressione la notizia secondo la quale le terapie intensive, in caso di sovraffollamento, avrebbero rifiutato le cure ai più anziani.

Svizzera, tasso di incidenza dell’infezione da Covid per cantone

Nel frattempo, il deteriorarsi delle condizioni ha provocato una vera e propria fuga di lavoratori frontalieri, che hanno deciso di rientrare nei rispettivi domicili. Proprio questo fenomeno, unito all’intenso traffico di pendolari che durante l’anno attraversano quotidianamente il confine, potrebbe essere, secondo alcuni dirigenti sanitari, tra le cause principali dell’impennata di contagi registrata in Savoia.

Il che potrebbe rappresentare un problema anche per l’Italia, dal momento che il pendolarismo verso la zona interessa in egual misura i lavoratori italiani, molti dei quali hanno altresì deciso di rientrare a casa


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