fbpx

L’importanza della tradizione in T. S. Eliot

Arte, Cultura & Società

di Stefania Romito

 ”La poesia non è un libero sfogo di sentimenti, ma è un’evasione. Non è espressione della personalità, ma è evasione da essa” afferma Eliot nel suo saggio “Traditions and the Individual Talent” (1921). Il poeta non dipinge se stesso, dipinge qualche cosa, dà voce ad altre realtà, così come nel dramma sono altre persone a prendere la parola, a confrontarsi “È naturale, però, che solo chi ha sentimenti e personalità, sa cosa significhi volerne evadere”, precisa Eliot. Questo ridimensiona notevolmente l’idea del distacco, della “spersonalizzazione” che caratterizza la poesia moderna. Con Eliot ci troviamo di fronte, piuttosto che a un soggetto assente, a un poeta che ha precisa coscienza del rapporto tra sé e il mondo, e ai diversi aspetti della personale individualità, e che di conseguenza guarda a tutto ciò con l’ironia e la freddezza che avevamo visto in Laforgue. Al poeta consente di servirsi dei sentimenti ordinari, elaborandoli nella poesia, di esprimere sensazioni che non sono presenti nella realtà dei sentimenti: “Ciò che io dico non è ciò che io penso”. Il poeta può parlare di ciò che è nascosto, di ciò che è una parte di sé scegliendo dei personaggi (come Browining) scegliendo dei fattori che mettano in scena determinati aspetti. In questo modo, secondo Eliot, il poeta procede ad una continua rinuncia al proprio essere presente in cambio di qualcosa di più prezioso, ossia il recupero della tradizione, di ciò che ha avuto importanza nella nostra storia, che è già stato espresso e che deve continuare ad essere espresso. Eliot sostiene che tutta la letteratura europea, da Omero in poi, ha una sua esistenza simultanea e si struttura in un ordine simultaneo. In questo saggio, Eliot lamenta che spesso non si ha un’idea precisa del valore della tradizione, e si crede importante presentarsi con un aspetto originale discontandosi il più possibile da ciò che è stato fatto. La  tradizione non è un patrimonio che si possa semplicemente ereditare. La tradizione non è solo passato, è bene che continui ad esistere nella nostra coscienza perché solo avendo coscienza del passato, possiamo agire nel presente e perché solo con la coscienza del nostro passato, ciò che noi facciamo acquista un senso. Tutta la letteratura europea (da Omero in avanti) ha una sua esistenza simultanea che si struttura in un ordine simultaneo, in modo tale che ciò che noi operiamo si fissa all’interno di questo ordine e gli dà un senso nuovo avendo coscienza del passato, confrontandosi con esso e operando per confermarne la vitalità e insieme modificarlo all’insegna di ciò che è cambiato nel mondo. Noi abbiamo la possibilità di inserirci in questa tradizione, di inventarla e di modificarla al tempo stesso, modificare l’ordine di valore su cui era basata, immettendovi il nostro personale modo di vedere le cose e ravvivando il tutto in un processo sempre vitale. È anche alla luce di tutto ciò che si devono intendere le vere e proprie citazioni che le opere di Eliot danno degli autori precedenti. Quella di Eliot è una poesia colta, raffinata e profondamente radicata nel proprio tempo.

s.romito@corrierepl.it

redazione@corrierenazionale.net


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE