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Recensione del romanzo di Cesare Paradiso “Come margherite” Manni editore

Arte, Cultura & Società

  1.  

Cosa dà “l’idea del pieno”? Nelle ultime righe del suo ultimo romanzo, lo scrittore e collega Cesare Paradiso, affida il senso aperto di una vita cui il destino non ha risparmiato nulla. Si passano guai e si afferrano gioie con una specie di sfrontatezza che è al tempo stesso resilienza e dignità. Nella sua ultima stilata letteraria, che mantiene una caratteristica cifra narrativa pulita e precisa, Cesare Paradiso affida un uomo ad un destino di curve, frenate, risvegli e cadute. Pierfrancesco, protagonista primo di un romanzo che sa di amaro e verità, è reduce di parecchie cose, forse troppe, per un sol uomo. Sullo sfondo Taranto e due quartieri a cinque fermate di distanza. Il quartiere della gioventù, agiata e liceale, che tra scioperi pseudo politici e feste in casa si matura e corre verso un futuro che allenta i legami. E il quartiere vivace, quello dell’ultimo trapasso, ma dal passo lento e rispettoso verso una umanità che lavora e non ha nulla da festeggiare. In tutti i romanzi di Cesare c’è un prima e c’è un dopo, c’è uno stuolo di amici e poi solo ricordi, c’è la vita frenetica poi la quiete imposta da un incidente cui la morte ha fatto capolino, come a ricordare che il senso del tutto sta nella semplicità del vivere, nonostante l’amore che non arriva, i fallimenti, il lavoro che manca o si perde, nonostante i rivoli umidi in cui qualsiasi uomo può perdere l’equilibrio e scivolare per sempre in bilico sulla precarietà. Un romanzo che accosterei, osando, alla poetica del Verismo. Pierfrancesco abbraccia la forza e il coraggio degli umili, proprio come i Malavoglia di Verga. Nell’intreccio del suo vivere terreno, si incastrano tre figure di donne, che non sono amanti, mogli o fidanzate. Ma una madre delicata e forte; “l’altra” che premurosa c’è sempre stata, ma aspettava il momento giusto per dare; e nonna Filomena, protesa all’ascolto e tesa all’aiuto come pochi sanno fare. Un ritmo di vita invariabile e drammatico, alleggerito dall’autore con la sua sottile e a tratti impercettibile ironia. Il ritmo dei petali delle margherite, che schiudono al “si” ed al “no”, nell’atlelena della vita, cui solo una ferma dignità, come quella che trasuda e conquista negli anni Pierfrancesco, dà l’idea del pieno, dell’uomo che resiste, dell’eleganza di un’esistenza che aveva ancora tanto da dare al mondo, come le margherite.

Evelyn Zappimbulso

Il libro sarà presentato dall’autore, Cesare Paradiso, il 10 dicembre, alle ore 19,00, a cura della casa editrice e libreria “Casa del Libro Mandese” con Antonio Mandese ed Evelyn Zappimbulso. L’evento potrà essere seguito qui: https://fb.me/e/5PLaBid5b

 

 

 


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