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Regioni in giallo e arancione. Solo l’Abruzzo rimane in rosso

Politica

Altre 5 regioni in area gialla (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria). Solo l’Abruzzo resta rosso, 12 regioni sono gialle e 8 arancioni. Fontana: ‘Cosi’ rischiamo di ripetere quella notte tra il 7 e l’8 marzo e di scatenare la fuga al Sud’. Il governatore del Veneto, Zaia, invita il governo a ripensarci e chiede ‘un ravvedimento del provvedimento sullo stop di movimento tra i Comuni nelle date del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio’. 

“Il ministro Speranza mi ha comunicato la proroga di una settimana della zona rossa, nella logica di completare i 14 giorni di permanenza previsti dal Dpcm vigente”, dice il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che auspica il passaggio alla fascia arancione per l’8 dicembre. Con le tre nuove ordinanze del ministro Speranza, l’Abruzzo e’ l’unica regione ancora in zona rossa. “Il ministro – afferma Marsilio – mi ha anticipato che nel Report della Cabina di Regia si da’ atto positivamente del fatto che l’Abruzzo ha autonomamente anticipato di alcuni giorni l’adozione delle misure maggiormente restrittive. Questa tempestiva iniziativa ha contribuito ad accelerare il percorso di rientro dalla Scenario 4 (Rt superiore a 1.5) all’attuale Scenario 1 (Rt a 0.9). Come gia’ annunciato, continueremo a monitorare i dati nel fine settimana, e dopo la lettura dei dati di domenica pomeriggio, se il trend in miglioramento verra’ confermato, proporro’ di rivalutare la posizione della nostra Regione. L’obiettivo – conclude il presidente – e’ anticipare l’uscita dalla zona rossa in tempo per riaprire le attivita’ commerciali l’8 dicembre”. 

Cambia fascia il resto d’Italia. Campania, Toscana, Valle D’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano passano dall’area rossa all’arancione. E non solo. Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria vanno sul giallo e fanno compagnia alle altre regioni, dalla Sicilia al Veneto al Lazio, già nell’area più a basso rischio. 

Luca Zaia, torna a spronare i cittadini visto l’innalzamento dell’Rt e auspica “una dichiarazione di guerra” agli assembramenti. Eugenio Giani anticipa per la Toscana il provvedimento annunciato poco dopo dal ministero della Salute e poi fa sapere che “stiamo predisponendo un’ordinanza per interpretare al meglio il nuovo Dpcm”. Mentre il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, promette: “Siamo come dei cani da guardia per cercare di spegnere i focolai dove si accendono per salvare la Campania”. E, quindi, lancia un nuovo guanto di sfida: “I dati confermano che la Regione Campania uscirà dal Covid prima e meglio delle altre”. Fra gli altri governatori, quello della Basilicata, Vito Bardi, va in pressing: “I lucani anche in questa seconda ondata hanno risposto in maniera esemplare rispettando le regole. Meritiamo la zona gialla”.

“La Puglia e’ zona gialla. Questo significa che il nostro sistema sanitario ha retto l’ondata che nel solo mese di novembre ha portato a 35mila i nuovi contagi, quando in tutta la prima ondata erano stati poco piu’ di 4mila”. È quanto scrive sui social il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. La decisione ministeriale “e’ un segnale incoraggiante – prosegue – ma questo non vuol dire affatto che il pericolo sia superato: dobbiamo mantenere sempre alta l’attenzione e rispettare le regole di prevenzione, perche’ il virus circola e va in ogni maniera contenuto, come lo stesso Istituto superiore di sanita’ ci dice di fare a causa dell’ancora elevato numero di contagi. Resta il dolore per un numero di morti assolutamente elevato e non ci consola il fatto di essere in media con le altre regioni italiane”. “Siamo in zona gialla soprattutto grazie all’organizzazione sanitaria che pur avendo tante cose da migliorare e correggere, in virtu’ dello straordinario lavoro di uomini e donne che da 9 mesi non hanno tregua alcuna, ha consentito alla Puglia di avere sino a oggi una evoluzione simile a quella di altre regioni italiane con un sistema sanitario in partenza piu’ forte del nostro – continua – Sostenere l’impatto del covid con migliaia di unita’ di personale in meno la cui assunzione ancora oggi non ci viene consentita e con centinaia di milioni di euro in meno che non ci vengono erogati dal sistema sanitario nazionale e’ davvero un’impresa. Ma la Puglia come vedete non ha mollato mai”. 

Pur tornando, l’Emilia-Romagna, in zona gialla da domenica “ai miei cittadini ho detto ‘attenzione, prudenza, rispetto delle regole’. Se arrivasse una terza ondata tra gennaio e febbraio metteremmo a repentaglio il nostro sistema sanitario con operatori, che andrebbero ringraziati per i prossimi decenni, che da febbraio non distinguono piu’ tra il sabato, la domenica, il lunedi’, il giorno e la notte”. Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, intervenendo alla trasmissione ‘Titolo V’ su Rai 3. “Noi – ha osservato – abbiamo il dovere di evitare una terza ondata perche’ rischiamo che il Paese non riesca a tenerla. Quando i morti diventano circa mille al giorno – ha concluso il presidente emiliano-romagnolo – ci vuole anche un minimo di comprensione del momento che stiamo passando”.


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