Giuseppe Conte con il presidente egiziano Abd al-Fattaḥ al-Sisi. A dx Patrick Zaky

“Di recente si sono fatte molte polemiche per l’arresto di tre membri dell’organizzazione Eipr (Iniziativa egiziana per i diritti personali). Il motivo è stato che si erano registrati come società commerciale, in violazione della legge del 2019 che organizza le attività delle associazioni non a scopo di lucro”.

Lo afferma il presidente egiziano, Abdelfatah al-Sisi, in un’intervista concessa al quotidiano Le Figaro durante i tre giorni di visita a Parigi. Uno dei tre arrestati di cui parla il presidente egiziano è lo studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki. Rispondendo a una domanda sul “rimprovero delle Ong all’Egitto di tenere in carcere 60.000 prigionieri politici”, al-Sisi risponde: “in totale ci sono 55.000 posti nelle prigioni in Egitto! Mi piacerebbe che spiegassero da dove viene quella cifra”.

“In Egitto  esistono oltre 55.000 Ong. Alcune si adoperano per consolidare il sistema egiziano di protezione dei diritti umani. Noi cerchiamo il necessario equilibrio fra i diritti e i doveri dei cittadini, da una parte, e le sfide alla sicurezza della lotta al terrorismo dall’altra. Dovete capire  che in Medio Oriente la stabilità e la pace civile appaiono alle popolazioni come il bene più prezioso. Le riforme avviate nel campo dell’educazione, della salute, dell’alloggio sono l’espressione concreta del nostro interesse per i diritti dei cittadini”.