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L’etichettatura degli imballaggi

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Gli imballaggi nella legislazione italiana

L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy ha evidenziato che solo il 25,4% dei prodotti alimentari nella grande distribuzione riporta in etichetta le informazioni necessarie su come smaltire correttamente la confezione. Di recente è stato reso obbligatorio apporre un’etichetta ambientale sugli imballaggi.

Il Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116 (1) (che recepisce, tra l’altro, la Direttiva UE 2018/852 (2) relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio) ha apportato una serie di modifiche al comma 5 dell’art. 219 relativamente ai “criteri informatori dell’attività di gestione dei rifiuti di imballaggio”. La norma impone che tutti gli imballaggi siano opportunamente etichettati secondo modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili in conformità a quanto stabilito dalla Commissione Europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi, e per fornire una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali di questi. A ciò viene aggiunto l’obbligo, per i produttori, di indicare, ai fini dell’identificazione e della classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, ai sensi della Decisione 97/129/CE (3).

L’etichettatura ambientale degli imballaggi obbligatoria dovrà essere attuata sulla base di quanto disposto dalle norme UNI. E’ introdotto l’obbligo per i produttori

del Decreto Legislativo n.152/2006 (4) come “i fornitori di materiali di imballaggio, i fabbricanti, i trasformatori e gli importatori di imballaggi vuoti e di materiale di imballaggio”) di indicare la natura dei materiali di imballaggio utilizzati.

In merito all’etichettatura dell’imballaggio compostabile o biodegradabile, l’articolo 182ter del Decreto Legislativo n.152/2006 stabilisce che l’etichetta deve riportare:

  • la menzione della conformità degli standard europei (EN 13432 per gli imballaggi recuperabili tramite compostaggio o biodegradazione o EN 14995 per gli altri manufatti diversi dagli imballaggi);
  • gli elementi identificativi del produttore e del certificatore;
  • idonee istruzioni per i consumatori di conferimento di tali rifiuti nel circuito di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti organici.

Tali indicazioni nascono dall’obbligo di tracciare, distinguere e separare gli imballaggi compostabili o biodegradabili dalle plastiche convenzionali dagli impianti di selezione dei rifiuti e negli impianti di riciclo organico. 

Gli imballaggi nella legislazione europea

La Direttiva imballaggi 94/62/CE (5), stabilisce all’articolo 8 (marcatura e sistema di identificazione) che, per facilitarne la raccolta, il reimpiego e il recupero, l’imballaggio deve indicare, ai fini della sua identificazione e classificazione da parte dell’industria interessata, la natura del/i materiale/i utilizzato/i. La disposizione prevede, inoltre, che gli imballaggi devono essere muniti dell’opportuna marcatura (apposta sull’imballaggio stesso o sull’etichetta), la quale deve essere chiaramente visibile e di facile lettura, e permanere anche all’apertura dell’imballaggio stesso.

L’Allegato I dispone un sistema di numerazione per ogni materiale (per esempio, per la plastica la numerazione da 1 a 19, per la carta e scatole di carta la numerazione da 20 a 29 ecc.). Tali metodi di identificazione devono essere inseriti al centro o al di sotto del marchio grafico che indica la natura riutilizzabile o recuperabile dell’imballaggio.

La Decisione 97/129/CE (6) istituisce poi la numerazione e le abbreviazioni su cui si basa il sistema di identificazione che descrive la natura del/i materiale/i utilizzato/i e specifica quali materiali sono soggetti a tale sistema di identificazione (plastica, carta e cartone, metalli, materiali in legno, tessili e vetro). In riferimento, invece, ai materiali composti (imballaggio formato da più materiali) la Decisione 91/129/CE, all’Allegato VII, precisa che debba essere indicata la lettera “C” (“composti”), unitamente all’abbreviazione del materiale predominante dell’imballaggio.

Le indicazioni del Consorzio Nazionale Imballaggi

Il CONAI ha recentemente predisposto delle Linee Guida (prive di valore normativo) per fornire una corretta interpretazione dei nuovi obblighi normativi. L’etichettatura ambientale deve essere prevista per tutte le componenti separabili manualmente dal sistema di imballaggio: l’etichettatura potrà essere riportata, alternativamente sopra alle singole componenti separabili, sopra al corpo principale dell’imballaggio o sopra alla componente che riporta già l’etichetta e rende facilmente leggibile l’informazione da parte del consumatore. Quando ciò non sia possibile, è ammesso il ricorso a soluzioni digitali.

Le informazioni minime che devono essere obbligatoriamente riportate riguardano:

  • la tipologia di imballaggio (descrizione scritta per esteso o rappresentazione grafica);
  • l’identificazione del materiale (mediante codifica alfanumerica ai sensi della Decisione 97/129/CE, integrata eventualmente con l’icona prevista ai sensi di UNI EN ISO 1043/1:2002 – imballaggi in plastica, oppure ai sensi di CEN/CR 14311:2002 – imballaggi in acciaio, alluminio e plastica);
  • la famiglia di materiale di riferimento e l’indicazione sul tipo di raccolta (carta, plastica, vetro e se la raccolta per tale materiale è differenziata o indifferenziata)
  • l’indicazione sul tipo di raccolta (differenziata/indifferenziata) e, nel caso di raccolta differenziata, indicazione del materiale di riferimento.

Le informazioni che devono ritenersi facoltative sono:

  • indicazioni al consumatore per supportarlo in una raccolta differenziata di qualità (per esempio, svuotare l’imballaggio, separare l’etichetta ecc.);
  • informazioni aggiuntive sulle caratteristiche ambientali dell’imballaggio, quali, ad esempio, l’asserzione di riciclabilità (nei casi in cui l’imballaggio sia conforme alla norma UNI EN 13430:2005 e/o relativi marchi, ove previsti, come per la filiera degli imballaggi di carta), l’asserzione di contenuto riciclato e/o relativi marchi di certificazione del contenuto riciclato, l’eventuale adesione a CONAI o a consorzi di filiera o ad altri sistemi di EPR.

1.         DECRETO LEGISLATIVO 3 settembre 2020, n. 116. Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. (20G00135) (GU Serie Generale n.226 del 11-09-2020). Entrata in vigore del provvedimento: 26/09/2020

2.        Direttiva (UE) 2018/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

3.        Decisione 97/129/CE: Decisione della Commissione del 28 gennaio 1997 che istituisce un sistema di identificazione per i materiali di imballaggio ai sensi della direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

4.        Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale (G.U. n. 88 del 14 aprile 2006)

5.        Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

6.        Decisione 97/129/CE: Decisione della Commissione del 28 gennaio 1997 che istituisce un sistema di identificazione per i materiali di imballaggio ai sensi della direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

di Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, esperto di Diritto Ambientale


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