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L’affascinante mondo della grafologia raccontato da Candida Livatino

Arte, Cultura & Società

Intervista a cura di Mariangela Cutrone

La grafologia è un mondo tutto da scoprire che ci consente di conoscere meglio noi stessi e le persone che ci circondano.  È un ambito professionale in continua evoluzione e che si sta affermando anche nel nostro Paese. Viene utilizzata in diversi ambiti come quello giuridico, scolastico e nella selezione del personale.

Una volta che ci si addentra nella materia è inevitabile lasciarsene affascinare. Lo è stato anche per me leggendo l’ultima pubblicazione di una delle grafologhe più note in Italia, Candida Livatino (www.livatinocandida.it).  Giornalista pubblicista, specializzata in diverse aree della grafologia, Candida Livatino ha di recente pubblicato “Dagli scarabocchi alla firma”, con Mursia Editore. il suo è un libro di facile consultazione che vi farà letteralmente innamorare della grafologia.

Da “Dagli scarabocchi alla firma” emerge la passione e la professionalità con la quale la Livatino svolge il suo lavoro di perito grafologo collaborando con testate giornalistiche di grande spessore. Leggere questo libro vi permetterà di fare un viaggio alla scoperta di voi stessi attraverso il mondo della grafologia e sarà inevitabile sorprendersi e voler approfondire l’argomento.

Di come è nato il suo interesse per questo affascinante mondo e di come si svolge un’analisi grafologica ci parla in questa ispiratoria e interessante intervista Candida Livatino.

 

Come e quando è nato il suo interesse per la grafologia?

In modo del tutto casuale. Mio figlio scriveva in maniera incomprensibile e così mi sono rivolta ad una grafologa.

Mi sono immediatamente innamorata di questa scienza ed ho iniziato a frequentare tutti i corsi e le specializzazioni possibili per 5 anni.

Come si svolge un’analisi grafologica?

In tre momenti: l’osservazione, l’analisi e la sintesi. Nel primo si osserva la pressione esercitata con la penna, il posizionamento dello scritto sul foglio, la distanza dai margini, la dimensione delle lettere, gli allunghi e altro.

Il secondo momento è dedicato alla ricerca dei segni grafologici, quali l‘apertura degli occhielli, l’attaccata, l’accartocciata e tantissimi altri. Questi segni vengono ripartiti secondo una scala di intensità. Nella sintesi, come in un puzzle, si mettono insieme le evidenze emerse nelle due fasi precedenti e si delinea un profilo di personalità.

Quali tratti della personalità di un individuo è in grado di rivelarci la grafologia?

In una scrittura ci sono dei segni cosiddetti “cardine”, che permangono per tutta la vita ed altri temporanei, dovuti agli stati d’animo del momento, come una delusione, una forte preoccupazione, un innamoramento o altro. Sta all’abilità ed alla competenza del grafologo evidenziarli e distinguerli.

Che ruolo ha la grafologia nella società odierna?

Il contributo della grafologia copre diversi ambiti, dalla selezione del personale, alla scelta dell’indirizzo scolastico, alla verifica della veridicità di una scrittura o di una firma in dispute giudiziarie, alla definizione di un profilo di personalità.

Come si sta evolvendo questo settore in Italia?

Uno dei massimi studiosi, fondatore della grafologia scientifica, è italiano, Padre Girolamo Moretti, al quale si rifanno quasi tutti i grafologi del nostro paese. Eppure in Italia la grafologia è ancora poco conosciuta ed utilizzata, soprattutto in ambito lavorativo, a differenza di quanto avviene ad esempio in Francia. Uno dei miei obiettivi è proprio quello di divulgarla, di farla conoscere ad una platea più allargata, affinché esca dall’ambito degli addetti ai lavori. È per questo che nei miei libri uso un linguaggio molto semplice, accessibile a tutti.

Quanto è salutare “scrivere a mano”?

È scientificamente provato, da ricerche svolte in più Università, che scrivere a mano genera diversi vantaggi. Favorisce la concentrazione, aiuta a selezionare i concetti più importanti durante una lezione o un convegno, aiuta a memorizzare meglio quello che stiamo scrivendo, favorisce la creatività e la capacità di elaborare idee, contribuisce a scaricare le tensioni e permette alle persone anziane d tenere allenata la mente.

C’è un ricordo particolare legato ad un’analisi grafologica che ha fatto nel corso della sua carriera e che vuole condividere con i nostri lettori?

Si, ed è relativo ad una situazione particolare.  Ero al ristorante con mio marito e con una coppia che conoscevo per la prima volta. La signora, incuriosita alla mia professione, ha voluto scrivere alcune righe affinché le analizzassi. Quando le ho detto cosa emergeva dalla scrittura circa il rapporto con la figura paterna, è scoppiata a piangere senza riuscire a fermarsi, al punto che è dovuta uscire accompagnata dal marito. Gelo in sala, sguardi di stupore da parte degli altri clienti e grande disagio nostro. Dopo un po’ però è rientrata.

Quanto è importante l’aggiornamento nel suo settore?

Come ogni scienza anche la grafologia è soggetta ad aggiornamenti, grazie al contributo di nuovi studiosi, ma sempre nell’alveo delle grandi scuole. Attraverso le riviste delle varie associazioni, come l’AGI alla quale sono iscritta, così come nei convegni che, prima del lockdown venivano organizzati con una certa frequenza, è possibile aggiornarsi e condividere le diverse esperienze.

Un consiglio che darebbe ad un giovane che vuole diventare grafologo.

Il consiglio che mi sento dare è quello di intraprendere questo percorso solo si è veramente motivati. È una professione che non si può fare tanto per farla, ma che presuppone molto impegno e soprattutto amore per questa scienza.

A chi consiglia la lettura del suo libro?

A tutti coloro che vogliono conoscere meglio gli altri, ma anche se stessi. “Dagli scarabocchi alla firma” (Editore Mursia) è un testo che, una volta letto, non va lasciato dormiente in libreria, ma tenuto sottomano, perché ogni giorno incontriamo persone che, attraverso la loro scrittura, possiamo conoscere meglio.

 


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