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Concerto di Natale ad Assisi, senza pubblico ma con la luce di pace di san Francesco

Arte, Cultura & Società

 

Nel giorno di Natale, dopo il messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco, Raiuno trasmette il 35 simo Concerto voluto dai frati del Sacro Convento, registrato in una Basilica superiore di san Francesco deserta, per le misure anti contagio. La lampada della pace sarà assegnata al segretario generale dell’Onu Guterre

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La pandemia non ferma il Concerto di Natale dei frati della basilica di san Francesco di Assisi, ma quest’anno, per la prima volta in 35 edizioni, mancherà il calore del pubblico, per le misure anti contagio. Circondati dagli affreschi di Giotto, il tenore Andrea Bocelli, il soprano Clara Barbier Serrano, la violinista Anastasiya Petryshak e l’orchestra Carlo Felice di Genova, diretti dal maestro Steven Mercurio, hanno dato vita, sabato 19 dicembre ad un’intensa esibizione, che, registrata, viene trasmessa oggi su Raiuno al termine del Messaggio natalizio e della Benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.

Il custode fra Moroni: la Lampada della pace a Guterres (Onu)

“Anche in questo tempo di oscurità – è il saluto iniziale del custode del sacro Concento, fra Marco Moroni – la musica del Concerto di Natale da questa basilica continua ad esprimere il grande Mistero che illumina il mondo e il tempo, in una prospettiva di comunione universale ed eterna”. Prima dell’esibizione degli artisti, il custode annuncia che la “Lampada della pace di san Francesco” verrà consegnata, nella primavera del 2021al Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Il saluto del custode fra Moroni all’inizio del concerto

Un mediatore politico ricco di “umanesimo fraterno”

I frati del Sacro Convento, è la motivazione sottolineata da fra Moroni, vogliono premiare di Guterres “l’ instancabile opera di mediazione politica nella complessità del nostro mondo alle prese con tante conflittualità, guerre, ingiustizie e degrado degli esseri umani e del creato; un impegno profuso con uno stile dialogico e cordiale, uno stile di umanesimo fraterno”, come lo chiamiamo i frati conventuali.

Necessario operare nel mondo con la “mistica della fraternità”

Richiamando le Nazioni Unite a svolgere appieno il loro ruolo decisivo di “laboratorio della pace” il custode ribadisce infine che Non vi è altra strada che operare nella realtà internazionale mediante la mistica della fraternità”. Quella indicata dal Papa nella sua ultima enciclica Fratelli tutti, firmata proprio sulla tomba del Poverello ad Assisi, ed espressa anche dalla presenza in basilica, unico pubblico del concerto, di 63 frati provenienti da 22 Paesi diversi.

Padre Fortunato: il colore di Giotto e la tenerezza di Francesco

Tra loro anche padre Enzo Fortunato, portavoce del Sacro Convento, che racconta così a Vatican News i momenti più significativi dell’evento.

Ascolta l’intervista a padre Enzo Fortunato (Sacro Convento)

R. – Quest’anno abbiamo voluto, grazie ai vertici della Rai e soprattutto grazie all’ orchestra Carlo Felice di Genova e ad un artista di fama internazionale, amato da credenti e non credenti, come Andrea Bocelli, portare nelle case degli italiani la 35.ma edizione dell’annuale concerto di Natale. Un’edizione particolare, molto intensa, anche sofferta, perché per la prima volta dopo 35 anni lo abbiamo registrato, e andrà in onda dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco, il giorno stesso di Natale, senza pubblico. Quindi si sente la mancanza di calore, di affetto delle persone, dei pellegrini, ma nonostante tutto abbiamo voluto raggiungere attraverso sorella TV le famiglie italiane. Sappiamo che quest’anno sarà un Natale molto diverso, ma il messaggio e la luce che arrivano dal cuore del francescanesimo nelle famiglie, eravamo convinti che non poteva mancare. Perché in questa notte buia dell’umanità, la luce di Assisi può illuminare, può riscaldare e può orientare il cammino in tante persone. E soprattutto può dare significato e forza a questo momento che stiamo vivendo.

Andrea Bocelli suona il flauto nel Concerto di Natale da Assisi
Andrea Bocelli suona il flauto nel Concerto di Natale da Assisi

La basilica vuota assomiglia a piazza San Pietro vuota durante la preghiera del 27 marzo di Papa Francesco. Anche il messaggio è simile: siamo sulla stessa barca…

R. –  Sì, con la consapevolezza che le onde di questo mare agitato della società, dell’umanità, di questo virus che ci sta mettendo anche in discussione profondamente, possiamo affrontarle solamente se remiamo tutti nella stessa direzione e soprattutto se remiamo “insieme”. Questa parola che il Papa ci ha consegnato nell’Enciclica che qui ha firmato, pochi mesi fa, alla vigilia della festa di san Francesco, “Fratelli tutti”, la ripete spesso. E la attinge dal cuore dell’esperienza di Francesco d’Assisi, che aveva compreso come insieme le sfide si affrontano, insieme c’è più forza e coraggio. L’armonia di questo concerto può armonizzare anche gli sforzi dell’umanità.

Il concerto è stato registrato il 19 dicembre e viene trasmesso, come ogni anno,  dopo l’Urbi et Orbi di Papa Francesco, e la gente sarà a tavola. Svelaci qualche momento imperdibile per cui alzare anche gli occhi dal piatto per vedere…

R. –  Le persone che da casa si sintonizzeranno con Rai 1, con Assisi, vedranno immagini, ascolteranno canti, ripercorreranno questo primo film a colori, che Giotto ha affrescato nella Basilica Superiore. Accanto ad Andrea Bocelli c’è il maestro Steven Mercurio, la violinista Anastasiya Petryshak e il soprano Clara Barbier Serrano. Davvero tanto colore e direi anche tanta tenerezza. Io invito a seguire in modo particolare alcuni brani: la preghiera del Padre Nostro cantata da Andrea Bocelli, l’intensità dell’Ave Maria che echeggia in questo concerto, sono due momenti imperdibili. E poi ci sono tutti i canti natalizi che generalmente ascoltiamo in questo periodo, da White Christmas ad Amazing Grace a Noel, davvero momenti molto suggestivi e io sono convinto che le persone attingeranno questa tenerezza che San Francesco desiderava nel momento in cui ha messo in scena per la prima volta il presepe. C’è un momento anche di dialogo tra me e Bocelli sull’invenzione del presepe, interessante non tanto per le mie risposte ma per quello che Bocelli dice, che ci fa comprendere come in tanti artisti c’è una sede di Dio straordinaria. E questo forse è il grande messaggio che parte Assisi: la sete di Dio, per i credenti che confermano la loro ricerca, ma anche per i non credenti che cercano delle risposte.

R. – Il concerto è anche un’occasione per valorizzare e mettere in risalto davanti a tutti persone che hanno lavorato per il messaggio di pace di san Francesco. Del segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite Antonio Guterres, viene messa in evidenza la sua capacità di dialogo, la sua inarrestabile forza nel perseguire ogni spiraglio per arrivare a costruire ponti e non muri. Noi abbiamo bisogno di questi uomini, abbiamo bisogno di far vedere che ci sono delle persone che lavorano instancabilmente per questo dono così prezioso, che per i credenti è prima di tutto dono di Dio ed è impegno dell’uomo. Sapere che ci sono dei fratelli e delle sorelle che lavorano per questo grande valore, ci deve rincuorare e ci deve spronare ad essere, ciascuno di noi, nelle proprie famiglie, nel proprio ambito lavorativo, nel proprio impegno sociale, persone che lavorano per la pace. E questa è una delle sfide più belle che l’uomo può cogliere e vivere.

La lampada della Pace di san Francesco al segretario delle Nazioni Unite, dopo il Nobel al World Food Programme. E’ ancora un premio per la pace all’Onu: c’è un motivo? Solo un Onu riformata potrà concretizzare il progetto di una famiglia di nazioni?

R. – E’ evidente che questo segno della consegna della Lampada della pace, oltre ad avere un eco spirituale, ha anche un eco politica. Oggi le cancellerie del mondo sono chiamate ad impegnarsi a rafforzare questo importante organo istituzionale dell’umanità. Se guardiamo alle personalità che hanno ricevuto questo premio, noi ci accorgiamo come per loro l’Onu è stato un importante punto di riferimento. Io penso a Juan Manuel Santos, presidente della Colombia e Premio Nobel per la pace. Penso alla cancelliera Angela Merkel che si è distinta nella sua Germania e in Europa nell’opera di conciliazione, in favore della pacifica convivenza dei popoli, penso al re di Giordania Abdullah II, penso anche all’ultimissima consegna, per il 2019, al presidente della nostra Repubblica Italiana, Sergio Mattarella per il continuo richiamo al senso di appartenenza, a sentirsi comunità di uomini e donne che aderiscono a valori, a prospettive, a diritti e doveri volti a promuovere una società più libera, più giusta e fraterna.

La Lampada della pace assegnata durante il Concerto di Natale ad Assisi. Foto Sala stampa Sacro Convento di Assisi

                                              La Lampada della pace di san Francesco

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