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America2020: L’ultimo voto. Georgia chiude (e apre) un’era

Estero

Oggi i ballottaggi per l’assegnazione di due seggi decisivi per il controllo del Senato Usa

 

Trump – Biden

“La posta in gioco non potrebbe essere più alta”. Donald Trump lo dice chiaramente durante il MAGA rally in Georgia, lo sa bene Joe Biden e lo dimostra il mezzo miliardo di dollari speso in spot elettorali negli ultimi due mesi in vista dei ballottaggi del Peach State che decideranno il controllo del Senato e la direzione dell’America. La doppia sfida di oggi è tra gli incumbent repubblicani David Perdue e Kelly Loeffler e i democratici Jon Ossoff e Raphael Warnock.

“Il nostro Paese dipende da voi. Il mondo intero guarda alla gente della Georgia”, proclama Trump nell’aeroporto di Dalton, con il Marine One alle spalle e la folla sterminata di irriducibili sostenitori. Trump li esorta a riversarsi in massa alle urne per scongiurare una deriva socialista: “Potrebbe essere il voto piu’ importante della vostra vita. Se vincessero i democratici non avremo mai piu’ un’elezione giusta. Stanno tentando di rubare la Casa Bianca, non lasciamo che rubino anche il Senato”.

Ma più che la Georgia, Trump ha in mente la bruciante sconfitta elettorale che si rifiuta di riconoscere e alla quale dedica buona parte del suo comizio (i classici 90 minuti con tanto di balletto finale sulle note di YMCA).

“I democratici non avranno mai la Casa Bianca. Un’elezione rubata è inaccettabile, lotteremo come dannati”, avverte il comandante in capo chiedendo al vice presidente Mike Pence di non certificare la vittoria di Joe Biden domani in Congresso quando farà da cerimoniere alla conta dei voti del collegio elettorale.

“Spero che Mike Pence ci dia una mano. Spero che il nostro grande vice presidente si faccia avanti per noi. È un tipo forte. Di sicuro, se non ci aiuterà non mi piacerà più così tanto”, segnala il comandante in capo, sparando a zero contro tutti coloro che non lo sostengono in questa battaglia contro i presunti brogli elettorali, compresa la Corte Suprema e i rappresentanti Gop che gli hanno voltato le spalle. Ha chiesto al governatore della Georgia Brian Kemp di dimettersi e al segretario di Stato Brad Raffensperger, di “trovare” voti sufficienti per ribaltare la vittoria del rivale, nel corso di una lunga e controversa telefonata divulgata dal Washington Post alla vigilia dei ballottaggi. Due deputati democratici (Ted Lieu e Kathleen Rice) invitano l’Fbi ad indagare sulla telefonata di Trump con Raffensperger, parlando di frode elettorale alla luce del sole.

“Non abbiamo perso la Georgia in alcun modo – insiste Trump – è stata un’elezione corrotta. Ma stiamo ancora lottando”. Joe Biden ha avuto la meglio per meno di 12.000 voti in Georgia, Stato tradizionalmente rosso dove un candidato democratico alla presidenza non vinceva dal 1992. Anche lui è volato ieri a Atlanta, parlando per non più di mezz’ora, attaccando l’attuale amministrazione per i ritardi nella somministrazione dei vaccini contro il coronavirus ed evocando “un nuovo giorno” per la Georgia e l’America: “Il potere è letteralmente nelle vostre mani. Votate. Il ruolo del popolo deve sempre prevalere. Assicurate che la vostra voce sia ascoltata”. Se entrambi i dem la spuntassero in Georgia, i democratici controllerebbero Casa Bianca, Camera e Senato. Ma ai repubblicani basta una sola vittoria per mantenere il controllo della Camera Alta e assicurarsi il potere di boicottare l’agenda della nuova amministrazione, a partire dalle nomine di governo. “Se perdessimo in Georgia biasimerebbero me, ma se vincessimo nessuno me ne riconoscerebbe il merito”, si lamenta Trump.

Oltre tre milioni di elettori hanno optato per il voto anticipato in Georgia, che si è chiuso lo scorso 31 dicembre. Si tratta di un record assoluto per un ballottaggio e l’affluenza degli elettori di colore risulta più alta rispetto a quella di novembre, così come risulta più sostenuta l’affluenza dem rispetto a quella Gop. Sulla carta sono tutti segnali incoraggianti per i democratici, ma lo scenario appare simile a quello del Texas prima del 3 novembre dove però Trump ha avuto la meglio con un margine di 6 punti.

Perdue e Loeffler per essere rieletti hanno puntato sulla fedeltà al presidente, che resta il repubblicano più popolare d’America. Hanno entrambi annunciato che contesteranno il voto del collegio elettorale, insieme ad altri 11 senatori guidati dal Texano Ted Cruz. Non ci sono i numeri per mettere in discussione la vittoria di Biden, ma si profilano ore e ore di dibattito prima che il risultato possa venire certificato. A rendere l’atmosfera ancora più incandescente, fuori da Capitol Hill, l’attesa marcia dei sostenitori di Trump. Si temono disordini e sarà dispiegata la guardia nazionale. La polizia ha già arrestato nella capitale americana Enrique Tarrio, leader del movimento di estrema destra Proud Boys, con l’accusa di aver danneggiato una chiesa storicamente frequentata da afroamericani, la Metropolitan African Methodist Episcopal Church, una delle più antiche della città, costruita nel 1886. Tarrio ha ammesso di aver strappato un banner di Black Lives Matter dall’edificio dandolo alle fiamme.

Trump ha promesso che parlerà ai manifestanti domani, vicino alla Casa Bianca.Oggi intanto si vota. I seggi in Georgia aprono alle 7, le 13 in Italia, e chiudono alle 19, l’una di notte. L’ultima battaglia di America 2020, i titoli di coda scorreranno oggi sulle note di Georgia on my mind. Non è mai finita fino a quando non è finita. 


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