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Coronavirus, a rischio gli indigeni del Rio de La Plata: il tasso di mortalità è doppio rispetto al resto della popolazione

Ambiente & Salute

Associandosi alle preoccupazioni del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali del Segretariato delle Nazioni Unite, del Presidente del Forum Permanente delle Nazioni Unite sulle Questioni Indigene e della World Organization for International Relations, la Casa Dinastica del Rio de la Plata e lancia l’allarme sulla vulnerabilità delle popolazioni indigene.

ROMA – In Sudamerica milioni di colpiti aggrediti dalla pandemia rischiano di non ricevere assistenza e cure necessarie. La situazione è più a rischio proprio nei territori del Rio de la Plata: Argentina, Brasile ed Uruguay.

La stima è di 3 milioni di indigeni che stanno morendo a causa del Covid-19, a un tasso che è il doppio rispetto a quello nel resto della popolazione dei Paesi coinvolti.

A denunciarlo è la ong «Casa Dinastica del Rio de la Plata» (www.virreinatodelriodelaplata.org), che dal 1989 si batte per i diritti delle minoranze svantaggiate e delle popolazioni indigene nei distretti del Rio de la Plata.

La pandemia ha già colpito 42 tribù di indios argentini, 44 tribù di indios brasiliani, e 9 tribù di indios uruguaiani. Vista la gravità della situazione, Casa Dinastica del Rio de la Plata sollecita l’attenzione delle Nazioni Uniti e dei singoli governi sull’aumento dei casi di Covid-19 nei villaggi indigeni della regione del Rio de la Plata, affermando di trovarsi di fronte alla mancanza di politiche pubbliche efficienti per combattere la malattia.

«I governi degli stati coinvolti non stanno adeguatamente aiutando con i test rapidi e non riescono a raggiungere le popolazioni indigene più isolate» puntualizza Viola Lala, press officer della World Organization for International Relations (www.woirnet.org).

Certo è che la pandemia di Coronavirus rappresenta una grave minaccia per la salute delle popolazioni indigene di tutto il mondo. «Le comunità indigene hanno già uno scarso accesso all’assistenza sanitaria e tassi significativamente più elevati di malattie trasmissibili e non trasmissibili» sottolinea Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente della Casa Dinastica del Rio de la Plata.

Associandosi alle preoccupazioni del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali del Segretariato delle Nazioni Unite (UNDESA), del Presidente del Forum Permanente delle Nazioni Unite sulle Questioni Indigene, Anne Nuorgam, e della World Organization for International Relations, la Casa Dinastica del Rio de la Plata (www.virreinatodelriodelaplata.org) lancia dunque l’allarme sulla vulnerabilità delle popolazioni indigene, aderendo alla campagna #WeAreIndigenous dell’ONU e #WeAllAreIndigenous della WOIR.

Secondo la Casa Dinastica del Rio de la Plata, anche quando le popolazioni indigene sono in grado di accedere ai servizi sanitari, subiscono stigma e discriminazione. E molto più spesso sono vittime della mancanza di accesso ai servizi essenziali ed alle altre misure preventive chiave come acqua pulita, sapone e disinfettanti.

Le strutture mediche locali —se e quando ve ne siano— sono spesso poco attrezzate e carenti di personale. «Un fattore chiave è garantire che questi servizi e strutture siano forniti nelle lingue indigene e in base alle situazioni specifiche di queste popolazioni» sottolinea Viola Lala, press officer della WOIR.

«Noi tutti dobbiamo impegnarci per includere le esigenze e le priorità specifiche delle popolazioni indigene nell’affrontare la pandemia di Covid-19» conclude Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente della Casa Dinastica del Rio de la Plata. (AJ-Com.Net) AJ/VL 

 


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