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Il nuovo composto a base di alghe che blocca la diffusione dei batteri

Scienza&Tecnologia

Le alghe hanno sviluppato un meccanismo di difesa per impedire la disposizione di biofilm

© ROBERT SCHMIEGELT / GEISLER-FOTOPR / GEISLER-FOTOPRESS / DPA PICTURE-ALLIANCE –

Si chiama Lactam, è un composto naturale a base di alghe che potrebbe arrestare la diffusione di batteri su diverse superfici autopulenti, come scarpe, banconote, lavatrici, e persino in ambienti sanitari. Sviluppato grazie a una partnership tra Unilever e Innova, che ha dato vita a una joint venture chiamata Penrhos Bio, il prodotto potrebbe inibire la formazione di batteri e muffe sulle superfici di uso quotidiano.

“Gli oggetti che utilizziamo ogni giorno – afferma Neil Parry, direttore del programma di ricerca e sviluppo di Unilever – vengono costantemente minacciati dalla contaminazione batterica, tanto che l’80 per cento delle infezioni batteriche derivano dalla formazione di biofilm che crescono sulle superfici, biofilm costituiti da un’ampia gamma di microrganismi che si sviluppano grazie a sistemi di comunicazione batterica”.

La società Unilever, che vanta una serie di marchi tra cui Cif, Coccolino, e Lysoform, sostiene che interrompendo questi sistemi è possibile impedire la formazione di colonie batteriche e mantenere le superfici pulite più a lungo. “Le alghe hanno sviluppato un meccanismo di difesa per impedire la disposizione di biofilm – continua il direttore – la nostra tecnologia imita i processi naturali di pulizia di questi organismi, che funzionano in condizione estreme. Abbiamo raggiunto ottimi risultati in laboratorio e ora siamo pronti per iniziare la sperimentazione sui nostri prodotti per la pulizia”. Il team non specifica, tuttavia, se questo metodo verrà utilizzato per un nuovo prodotto o se verrà implementato negli articoli già in commercio.

“Esistono già moltissime applicazioni di questa tecnologia – dichiara Jonathan Hague, vicepresidente per la scienza e la tecnologia di Unilever – che spaziano dal rivestimento di banconote fino all’uso in odontoiatria o in campo medico, dove è più comune la crescita di biofilm”. Gli esperti sottolineano che la proliferazione di batteri può rappresentare un problema in diversi ambiti. “Se riuscissimo a implementare il composto sullo scafo di ogni nave – sostiene Steve Howell, fondatore di Innova Partnership – le emissioni di carburante diminuirebbero del 10 per cento. Attualmente stiamo lavorando con partner di licenza per banconote e applicazioni dentali, ma ci sono molti altri usi in cui questa tecnologia potrebbe portare vantaggi”.

I vertici di Unilever precisano che una igiene accurata e la pulizia delle superfici sarebbe comunque necessaria, anche se il prodotto potrebbe impedire la formazione della muffa e delle colonie batteriche sulle superfici. “La joint venture Penhros Bio – dichiara Parry – potrebbe aiutare ad affrontare alcune delle più grandi sfide sociali e ambientali del XXI secolo. Questa collaborazione rappresenta un’opportunità significativa in più settori, dal sanitario al tessile al marittimo. L’uso commerciale del Lactam potrebbe rinnovare completamente il settore della pulizia”. “Riconosciamo ciò che questa tecnologia può rivelarsi davvero rivoluzionaria per molti ambiti – conclude Hague – ben al di là dei potenziali profitti per Unilever. Attraverso Penrhos Bio, vogliamo entrare in contatto con altri ambiti che trarrebbero vantaggio dall’utilizzo di questa soluzione”. AGI


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