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Una ricerca analizzerà i comportamenti, le paure e le speranze degli italiani davanti alla pandemia

Ambiente & Salute

Lo studio è condotto dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, dall’AUSL di Modena e dall’Istituto Superiore di Sanità e coinvolgerà un campione costituito da diecimila persone tra i 18 e i 70 anni

© AFP –

Un ricerca studierà comportamenti, speranze e paure degli italiani davanti al covid. Il progetto, parallelo a quello in altri 26 paesi europei, è coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, dall’AUSL di Modena e dall’Istituto Superiore di Sanità e coinvolgerà un campione rappresentativo della popolazione, selezionato dalla Doxa, costituito da 10.000 persone di età compresa tra 18 e 70 anni.

A queste verrà chiesto di compilare online la versione italiana del questionario sviluppato dall’O.M.S. dal titolo ‘Monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, i comportamenti preventivi e la fiducia (‘trust’) per un’efficace risposta alla pandemia”. 

Durante il mese di gennaio 2021 verranno distribuiti i questionari a 2.500 cittadini. Seguiranno, a distanza di tre settimane le une dalle altre, altre 3 rilevazioni previste nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2021. Tra le aree indagate vi è anche lo stato di salute, sia fisico che mentale, dei partecipanti.

Come è avvenuto in questi mesi di pandemia, si è visto – spiegano gli ideatori dello studio – che l’esposizione ad una malattia infettiva di origine virale determina nella popolazione elevati livelli di incertezza circa la probabilità di contrarre la malattia, la sua potenziale gravità e l’efficacia delle misure protettive adottate. 

L’elemento decisivo per contrastare la diffusione della pandemia è il comportamento individuale di ciascuna persona: per questo in tutto il mondo sono state introdotte misure restrittive, che sono in rapida e costante evoluzione al fine di ridurre il contagio. Tuttavia, i comportamenti individuali che vengono adottati in queste situazioni sono spesso determinati non dal rischio di contagio in sé, ma dalla percezione individuale di tale rischio, che può essere molto differente in rapporto a variabili individuali e collettive. 

Le percezioni si modificano in rapporto ai cambiamenti che intervengono nel corso della pandemia, così come in relazione alle informazioni veicolate dai media. L’informazione riveste pertanto un ruolo chiave nelle situazioni di emergenza, e spesso l’eccessiva quantità di informazioni circolanti rende difficile al cittadino di orientarsi a causa della difficoltà di individuare fonti affidabili. 

La scelta o meno di vaccinarsi è influenzata dalla percezione individuale del rischio

Anche la futura scelta di vaccinarsi sarà in parte influenzata dalla percezione individuale del rischio, dalla fiducia nella comunità scientifica e dalla chiarezza delle informazioni relative al vaccino che saranno trasmesse alla popolazione (sicurezza, efficacia, procedure di accesso, modalità di somministrazione, effetti collaterali, ecc).

In questo scenario complesso – sostengono ancora al Fatebenefratelli – comprendere bene il contesto nel quale i cittadini e le intere comunità rispondono alla pandemia e alle misure governative messe in atto per contrastarla, consente di attuare misure di risposta alla pandemia appropriate ed accettate, e quindi più efficaci. 


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