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Ancona e la cultura dell’Altro

Arte, Cultura & Società

Paola Cecchini

 ‘Ancona nasce e si sviluppa in funzione dell’Altro: emblematico è il suo porto, conosciuto fin dal’antichità, luogo di incrocio, conoscenza e scoperta. La cultura – com’è noto – oggi  deve occuparsi anche di coesione, differenza e civiltà: sotto questo aspetto il capoluogo marchigiano si presenta come un terreno fertile di scambio, produzione di nuovi contenuti e nuove mappe attraverso progetti che mirano all’accessibilità, alla sostenibilità, alla tutela, ai giovani e al dialogo tra le diverse discipline della conoscenza’.

Così può riassumersi il dossier con cui Ancona si è presentata alla selezione delle città candidate a Capitale Italiana della Cultura 2022. Da ventotto che erano, ne sono rimaste in lizza dieci: oltre al capoluogo marchigiano sono arrivate in finale Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania, Volterra (Pisa).

La giuria incaricata dal Mibact  e presieduta da Stefano Baia Curioni (docente di economia dell’arte alla ‘Bocconi’) renderà noto il progetto più idoneo lunedì 18 gennaio alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. 

Essere finaliste è un onore e una responsabilità, nei confronti, soprattutto, del territorio regionale.  Vogliamo essere al servizio di tutta la comunità, come è giusto che sia’ – sottolinea Valeria Mancinelli, sindaco della città.

Per candidarci abbiamo scelto il tema dell’Altro – commenta Paolo Marasca, assessore alla cultura del Comune – un tema che è fondamentale per la cultura di ogni tempo ed è vitale per una città come la nostra: nata, cresciuta e quasi distrutta per mano dell’Altro 

La candidatura di Ancona prende il via dalla consapevolezza che oggi più che mai la cultura ha un ruolo sociale: ‘l’identità, l’inclusione, l’uguaglianza, la coesione sociale, la difficoltà insita in ogni forma di relazione sono i temi delle arti e del pensiero contemporaneo: la cultura è pertanto la membrana attraverso cui i cambiamenti, gli avvenimenti e le risposte fornite dalla tecnica sono filtrati e guadagnano così un senso, per migliorare l’individuo e la collettività’. Il tema dell’Altro è il sistema di legami, relazioni, conflitti, traumi che si compiono tra uomo e uomo, tra uomo e pianeta, tra uomo e tecnica.

Ad Ancona, città di mare, ciò è quanto mai evidente: ‘partenza e approdo, scambio e mercato, viaggio ed esplorazione sono nel suo dna, profondamente segnata com’è – in positivo e in negativo- dal rapporto con le altre genti’.

La città sorge sul mare, su un promontorio a forma di gomito: da qui viene il suo nome (dal greco antico Ἀγκών ovvero Ankón) attribuitole dai Greci di Siracusa che la fondarono nel 387 a.C.

Il promontorio protegge naturalmente il più ampio porto naturale dell’Adriatico centrale, segnando il destino della città: all’inizio sede di un grande porto romano; poi rivale di Venezia e Ragusa nell’ Adriatico; quindi Repubblica marinara, assediata, controllata da imperatori, papi, eserciti e mercanti… Ed ancora roccaforte militare dopo il Risorgimento per diventare  focolaio anarchico ed infine repubblica indipendente (de facto  dall’XI secolo al 1532). Ma l’incontro con l’Altro è stato anche, più volte, ingovernabile: nei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nel disastroso terremoto del 1972 e nella frana del 1982.

Il tema dell’Altro è declinato in tre grandi sezioni nel Dossier che accompagna la candidatura: 

*Altro come Incontro: racchiude progetti che mettono al centro la relazione e la scoperta dell’altro nell’esistenza individuale e collettiva: mostre, occasioni sociali, concerti, spettacoli con grande interazione con il pubblico, pensati da grandi personaggi della cultura italiana, tra i quali Marco Baliani, Manuel Agnelli e Mauro Ermanno Giovanardi

*Altro come Trauma: riflette sulle cicatrici, i conflitti, le complessità, le intrusioni che, sempre, derivano dall’incontro con l’Altro. ‘Trauma è conflitto, ma anche gestione del conflitto, confronto che permette a una comunità di crescere, nella coscienza della differenza: tra i pensatori che porteranno i loro contributi, il filosofo Federico Leoni’

*Altro come Cura: comprende i progetti animati da un forte spirito sociale, che si impegnano per la riqualificazione di spazi e che cercano di ricucire un tessuto sociale sfibrato, animati da personalità come lo psicoanalista Massimo Recalcati. ‘Prendersi cura dell’Altro, della comunità, della propria città, del Pianeta  è ciò che determina una civiltà’.

Che altro dire? In bocca al lupo!

 


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