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Capitale della Cultura 2022: Verbania, un’occasione mancata

Cronaca

di Stefania Romito

È Procida la città della cultura del 2022. Stefano Baia Curioni, presidente della giuria, lo ha comunicato oggi a Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. È la prima volta che questo riconoscimento va a un piccolo borgo. Procida infatti conta poco più di 10.000 abitanti.

Tra le altre città candidate c’era Verbania, rappresentante culturale illustre del Lago Maggiore. Un lago che ha attratto scrittori e intellettuali da tutto il mondo come Hemingway, Goethe, Byron, Fogazzaro, D’Azeglio, Rosmini, Manzoni, Flaubert, Mann, Bernard Shaw, Wagner, Toscanini, Verga e Stendhal (che qui scrisse buona parte del suo “Viaggio in Italia” e alcune pagine de “La Certosa di Parma“). Dopo la guerra proprio sul lago Maggiore diversi scrittori, tra cui Hesse, Remarque, Frisch e altri, stabilirono la loro dimora. Quel lago Maggiore, dalle note melodiosamente malinconiche, descritto con amore dai luinesi Piero Chiara e Vittorio Sereni e con magica ironia da Dario Fo.

Il lago del “Premio Stresa” di narrativa fondato a metà degli anni Settanta da illustri intellettuali come Mario Bonfantini, Piero Chiara, Mario Soldati, Gianfranco Lazzaro, il poeta stresiano Franco Esposito (fondatore della rivista “Microprovincia”). Un lago che accoglie e custodisce i pensieri pensanti per rifletterne desideri ed emozioni. Quelle magiche sensazioni che solo i grandi scrittori sono in grado di farci vivere contemplando le sponde di un lago.

Un’occasione perduta? Forse, ma Verbania continuerà a navigare tra le onde piatte di questo lago tra memorie passate e aspirazioni future.


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