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Povera Italia

Politica

Il termine ”povero” si addice, perfettamente allo status di questa nostra Repubblica con una politica di “facciata” e di poca “sostanza”.  Il significato di quest’aggettivo qualificativo, se applicato alla Penisola, è lapidario: Paese che manca, spesso, dell’essenziale.

 L’attuale politica, purtroppo, non è in grado di modificare questa realtà che stride con lo “status” di Paese UE. La Penisola ha evidenziato il declino di un sistema che s’è fatto più d’interessi personali, che nazionali. Non si tratta, a questo punto, di cercare delle responsabilità politiche su quanto è accaduto, e ancora accadrà, nel Bel Paese. Non servirebbe.

 Il meccanismo di recessione potrebbe aver superato in punto di “non” ritorno. Negli ultimi dieci anni, avremmo potuto, forse, ritrovare la rotta giusta. Evidentemente, non siamo stati in grado di farlo. Sono gli atti dei politici d’ultima generazione d’allenze politiche che l’hanno fatto notare. Ora, riconoscerlo non assicurerebbe possibili riprese in “autonomia”.

La stessa posizione del prof. Conte resta da capire. Si stanno, infatti, abbandonando le mete che l’Alleanza di Centro/Sinistra avrebbe dovuto garantire al Paese. Ora si dovrebbe ritrovare quell’equilibrio, non solo politico, che ci manca, per consentire al Potere Legislativo il varo di una nuova legge elettorale. Col varo, nel frattempo, di un Esecutivo d’emergenza.

 I dubbi che nutriamo, però, rimangono. Tanto da terminare queste nostre riflessioni col termine “Povera Italia” che suona ben diverso da quello d’Italia Povera.

Giorgio Brignola


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