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Scandalo #MeTooInceste: 3 francesi su 10 conoscono almeno una vittima di incesto

Estero

 
“Dai 6 ai 10 anni da parte di mio padre” e “Non staremo più zitte” si legge sui cartelli durante una manifestazione contro la violenza sessuale ad Ajaccio. 05/07/20   –   Diritti d’autore  Pascal POCHARD-CASABIANCA / AFP
 

In Francia, su Twitter, c’è un hashtag che fa tendenza negli ultimi giorni. Un hashtag che si ispira a quel #MeToo che ormai quattro anni fa cambiò il modo di vedere il mondo del cinema e dello spettacolo (ma non solo) e che mostrò come molestie e violenze sessuali fossero diffuse sul posto di lavoro. Più di quanto si pensasse.

#MeTooInceste (letteralmente: #AncheIoIncesto) è l’hashtag “incriminato”, che mostra come tante, troppe persone, siano state vittime di relazioni incestuose – ovvero rapporti sessuali fra due persone, tra le quali esistono vincoli di consanguineità o parentela – o molestie sessuali in famiglia.

Qualcosa che non sorprende totalemente, visto che secondo uno studio di Ipsos (la società di consulenza e ricerche di mercato con sede a Parigi) pubblicato a novembre 2020, più di 3 francesi su 10 conoscono almeno una vittima di incesto, una percentuale in aumento costante dal 2009.

Ma questo fenomeno del #MeTooInceste è nato solo di recente, in seguito a una rivelazione che ha sconquassato il mondo accademico francese, contenuta in un libro, pubblicato lo scorso 7 gennaio: “La familia grande” di Camille Kouchner, avvocata e giurista, figlia dell’ex ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e fondatore di Medici senza frontiere.

THOMAS SAMSON/AFP or licensors
Il libro di Camille Kouchner “La familia grande”THOMAS SAMSON/AFP or licensors

La 45enne denuncia l’incesto, lo stupro e l’aggressione sessuale subita dal fratello gemello, all’epoca 14enne, da parte del patrigno Olivier Duhamel. Quest’ultimo è un noto politologo, docente a Sciences Po, l’Istituto di studi politici parigino e grande amico dell’ex Presidente della Repubblica, François Hollande.

“Avevo 14 anni e ho lasciato che accadesse… Avevo 14 anni, lo sapevo e non ho detto nulla”, si legge nel libro autobiografico. Secondo il racconto di Camille, la vicenda dell’incesto era nota nella cerchia familiare, ma è stata oggetto di una vera e propria omertà. A partire dalla madre Evelyne che l’ha saputo nel 2008, ma che ha cercato di convincere i figli sul fatto che “si trattasse di una storia d’amore”.

Duhamel si è subito dimesso da ogni incarico, scatenando un putiferio tra l’élite francese. Anche diverse persone a lui vicine dal punto di vista professionale sono accusate di essere state a conoscenza dei fatti, ma di aver taciuto. Elisabeth Guigou, ex Ministra della Giustizia e amica intima di Duhamel, si è dimessa poco dopo dalla Commissione Incesto.

“Non ho nulla da dire su ciò che, in ogni caso, verrà deformato”, le uniche parole espresse dal politologo in merito.

Intanto Camille Kouchner è stata ascoltata a lungo giovedì 14 gennaio dalla procura di Parigi, dopo che un’inchiesta è stata aperta per “stupro e violenza sessuale da parte di una persona con autorità su un minore di 15 anni”.

Un procedimento per gli stessi fatti era stato aperto in passato, ma poi archiviato. “Le nuove indagini affidate alla Brigata per la protezione dei minori faranno luce sui fatti, per identificare ogni altra vittima potenziale e verificare l’eventuale prescrizione dell’azione pubblica”, ha dichiarato il procuratore di Parigi, Remy Heitz.

L’hashtag #MeTooInceste, triste trend su Twitter

Da quando è uscito il libro ha iniziato a diffondersi sui social l’hashtag #MeTooInceste, con le atroci testimonianze di coloro che hanno subito lo stesso tipo di abusi. Prima qualche decina di persone ha cominciato a denunciare, poi sempre di più.. fino a diventare centinaia, poi migliaia.

L’hashtag in una manciata di giorni ha superato le 80.000 menzioni sul social. Eccone alcune.

Dai 4 a 14 anni, da un fratello. Soggetto a prescrizione da quando avevo 24 anni, sono stata condannata per violazione della privacy dopo aver scritto. Ho pagato un 1€ simbolico a ogni membro della mia famiglia, compreso al boia. #giustizia

“Io Elsa violentata dai 6 agli 11 anni da mio padre. Ho rivelato tutto nel 2014. Prima mi amava, ora mi tratta come una pazza, una bugiarda. Preferisco suicidarmi, durante il weekend del mio 31° compleanno, non volevo più soffrire”. Alla mia sorellina…

Avevo cinque anni. In una notte, il fratello di mia madre sconvolse il mio candore e oscurò il corso del resto della mia vita. In un secondo, avevo 100 anni.

Mio padre mi diceva sempre che era normale sapere come il corpo di sua figlia stesse cambiando…

Questo tipo di abusi non avvengono solo da parte di uomini. In alcuni casi è una figura femminile l’autrice. Come racconta @thureolgbt in una serie di tweet: “Mia zia era un’attrice di film per adulti alla fine degli anni ’90, inizio 2000. E fu in quel periodo che mi toccava in modo inappropriato dopo la scuola, perché mi veniva a prendere regolarmente […] In qualche modo mi ha fatto diventare un uomo, anche se non capivo bene cosa stesse succedendo in quel momento, anche se mi dava fastidio. […] Parlarne qui allevia un po’ la pressione che ho avuto sul petto per anni”.

Esco anche io dall’anonimato (attenzione, è scioccante) #MetooIncest. Ero in quinta quando mia zia ha iniziato a guardarmi in modo diverso. Tra la quinta elementare e la prima media ho avuto uno slancio di crescita e credo che ai suoi occhi sono diventato un uomo.

Un dibattito sociale su un tema ancora “proibito”

Oltre alla valanga di denunce e testimonianze, più in generale, il libro ha lanciato un dibattito sociale sull’incesto, un argomento ancora profondamente tabù. Sono pochissimi gli studi in merito, ma secondo le statistiche di Ipsos, l’incesto sarebbe molto diffuso oltralpe, con una persona su dieci potenzialmente vittima di una relazione incestuosa. Circa 6,7 milioni di francesi, di cui il 78% sono donne.

Tra il 5% e il 10% dei francesi sono stati vittime di violenza sessuale durante l’infanzia e queste aggressioni avvengono, nell’80% dei casi, nell’ambito famigliare.


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